Big Moon: 'Love In The 4th Dimension' (2017)
Fiction

Voto: 8/10

Big Moon: 'Love In The 4th Dimension' (2017)

"Un disco che deborda di magnifica esuberanza guitar-pop fin dall'apertura"

di Riccardo Cavrioli

Genere: indie-rock.

Protagonisti: Juliette Jackson (voce/chitarra), Soph Nathan (chitarra), Celia Archer (basso) e Fern Ford (batteria).

Segni particolari: una serie di singoli che hanno iniziato a fioccare dal giugno 2015 e una personalità che, subito, si è fatta notare quella della band che vede in Juliette una portavoce assolutamente credibile e talentuosa. La Fiction Records ha fatto più che bene a mettere sotto contratto queste 4 fanciulle.

Ingredienti: l'empatia immediata che questo disco scatena anche nel più integerrimo degli ascoltatori è spiegabile, in primis, con una forma che trova la giusta via per richiamare alla mente gente made in UK come Elastica, Sleeper, Blur ma anche made in USA tipo i Pixies: equilibrio perfetto, accentuato da un songwriting realmente ispirato che non sbaglia una linea melodica.



Densità di qualità: per chi segue le Big Moon i dubbi erano pochi, la sicurezza che avrebbero sfornato un disco all'altezza della situazione era tanta e tutte le aspettative sono state confermate. Leggendo le interviste a Juliette si legge spesso della sua 'necessità' di avere una band, una vera e propria urgenza che è riuscita realmente a trasmettere nelle canzoni di un disco che deborda di magnifica esuberanza guitar-pop fin dall'apertura di 'Sucker' che segna magnificamente la via maestra. Per non parlare di 'Pull The Other One' che pare una Blondie in pieno deliro slacker rock, con tanto di riffone travolgente, gli "uuuuhhh" e le armonizzazioni vocali. Roba da capogiro. 'Bonfire' sembra uscire dalla testolina e dalle manine sante di Justine Frischmann e ci viene una nostalgia degli anni '90 che addirittura si accentua con ‘Silent Movie Susie’, dove stavolta la musa pare essere la divina Louise Wener degli Sleeper. Non vogliamo fare l'elenco di tutti i brani, anche se sarebbe cosa buona e giusta, sta di fatto che ogni canzone ha la sua particolarità: dallo zucchero dolcissimo che ti cattura, al crescendo che ti fa muovere la testa e battere il cuore, dall'organetto alla Blur fino alle trovate chitarristiche che rimandano al buon Graham Coxon, dal bubbluegum-pop che si appiccica e non te lo togli più di dosso, passando per l'epicità più avvolgente e cori da mandare a memoria, con vista però su rallentamenti in cui è doveroso trattenere il fiato vista l'intensità sprigionata: scoprite voi in quale brano si trovano tutte queste cose e poi, beh, divertitevi a trovare altri piccoli particolari e tante altre travolgenti emozioni, disseminate in un disco assolutamente senza punti deboli. Trionfo!

Velocità: sali e scendi continui lungo la strada di un disco che ci fa correre, muovere e scattare in piedi ma sa anche farci rifiatare al momento giusto.

Il testo: "We’ll start a bonfire to make the time fly / ‘Cause I’m so bored I could burn this whole town", dal brano ’Bonfire’.

La dichiarazione: Juliette spiega a cosa si riferisce il titolo, ovvero ”L'essere così innamorati che ci si sente come essere in un'altra dimensione o in un altro tipo di realtà.”

Il sito: Thebigmoon.co.uk


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