Hater: 'You Tried' (2017)
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Voto: 8/10

Hater: 'You Tried' (2017)

"Un’idea artistica chiara e definita, talento nello scrivere, capacità di mettere in mostra una forte autenticità emotiva"

di Stefano Bartolotta

Genere: indie-pop, cantautorato.

Protagonisti: gli svedesi Caroline Landahl, Måns Leonartsson, Adam Agace, Lukas Thomasson.

Segni particolari: album di debutto per questo quartetto di Malmö. Nessuno dei quattro è alla prima esperienza, ma tutti erano già attivi in altre band tra la stessa città svedese e Copenaghen. Il gruppo è nato nella primavera del 2016 e a luglio dello stesso anno ha pubblicato l’EP ‘Radius’. Successivamente, gli Hater hanno suonato di spalla ai Radio Dept, su precisa richiesta di questi ultimi, e poi si sono dedicati alla realizzazione di questo album.

Ingredienti: 8 canzoni per soli 25 minuti di durata e un’idea ben precisa alla base di tutto: sfruttare il potere suggestivo dato dall’interazione tra chitarre dal suono pieno, dilatato e, a suo modo, soffice, e il timbro vocale altrettanto consistente e gentilmente ruvido della Landahl, in modo da creare atmosfere agrodolci, di quando ci si rende conto delle difficoltà ma si vuole ripartire da esse per tornare a splendere. Per arrivare allo scopo, la band ha messo insieme canzoni dal ritmo controllato, dotate di melodie immediate e nelle quali i due citati elementi cardine hanno entrambi molto spazio e senza alcuna compressione o saturazione. Le uniche variazioni sul tema sono un paio di episodi nei quali, invece, la velocità è più sostenuta e c’è un minimo di stratificazione sonora (‘Cry Later’ e ‘Stay Gold’). Non si pensi, comunque, che le altre sei canzoni si somiglino troppo tra loro: ognuna di esse, infatti, mette in mostra variazioni ritmiche, saliscendi di intensità ed equilibri tra disagio e positività ogni volta diversi.



Densità di qualità: Non servono voli pindarici per colpire nel segno: bastano, si fa per dire, un’idea artistica chiara e definita, talento nello scrivere e nel realizzare canzoni e la capacità di mettere in mostra una forte autenticità emotiva. Gli Hater hanno tutto questo e, di conseguenza, ogni loro canzoni è in grado di catturare al primo ascolto l’attenzione dell’ascoltatore e di rimanere in alta rotazione per molto tempo. Per i lettori ultratrentenni, immaginatevi lo stesso potere suggestivo ed evocativo dei Catatonia più sentimentali, quelli di ‘Game On’ o ‘Strange Glue’ per intenderci, con un suono più diretto ed elettrico. Per gli altri, prendetevi questi 25 minuti per capire cosa significhi guardare in faccia le difficoltà come primo atto necessario per mettersele alle spalle.

Velocità: come detto, quasi sempre controllata, salvo un paio di accelerazioni.

Il testo: "I didn’t know where to start, it’s been all over my head, we tried to get by, always to get by", da ‘Always To Get By’.

La dichiarazione: "Tutti quanti, ogni tanto, siamo giù dal punto di vista emotivo. Ci incoraggiamo l’un l’altro a provare nuove canzoni e nuove sensazioni."

Il sito: Facebook.com/haterrmusic


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