Hurray For The Riff Raff: 'Navigator' (2017)
ATO

Voto: 7/10

Hurray For The Riff Raff: 'Navigator' (2017)

"Non dà certo spazio alla sperimentazione o alla ricerca di sonorità alternative ma scorre e fluisce piacevolmente"

di Sergio Appiani

Genere: rock, folk, Americana.

Protagonisti: Alynda Lee Segarra (voce, songwriter), Jordan Hyde (chitarra), Greg Rogove (percussioni, batteria).

Segni particolari: di origini portoricane e cresciuta nel Bronx, la giovanissima Alynda si forma frequentando ambienti punk, ascoltando Bikini Kill e Dead Kennedeys. Frequenta pure il famoso Nuyorican Poets Cafe, dove avrà modo di conoscere la poesia di Pedro Pietri (alcuni versi del poeta Portoricano li troviamo in 'Pa'lante'). A 17 anni lascia New York spostandosi su vagoni merce con un “asse per il bucato ed un banjo”. Si stabilisce a New Orleans dove inizia la sua carriera artistica che culmina con il sesto suo lavoro, 'Navigator', secondo per ATO Records.

Ingredienti: Alynda dà voce a quell'America figlia dell'immigrazione, quella generazione ispano-americana a cui lei appartiene e che in questo lavoro si manifesta, in alcuni brani, con influenze di salsa, son cubano e massiccio utilizzo di percussioni ('Rican Beach' e 'Finale' in primis). Un viaggio in dodici tappe, dove attraverso il suo alter ego Navita, Alynda ci racconta la propria esperienza di ragazza figlia di immigrati, una nuyorican alla ricerca di un'identità che affonda le sue radici nella cultura portoricana e nella realtà quotidiana di una città, dove, sembrare white, può anche essere un vantaggio. Alla fine del viaggio, però, il richiamo alle proprie origini è forte ed inevitabile.



Densità di qualità: 'Entrance' è il brano d'apertura, cantato in stile doo-wop, introduce 'Living In The City', puro NY Rock anni '70. 'Hungry Ghost' ha un leggero tocco post-punk dove Navita finalmente si sente "pronta per il mondo". 'Life To Save' e 'Nothing's Gonna Change That Girl' sono due ottime ballate che precedono 'Navigator', splendidamente arrangiata, dove Navita riconosce le proprie origini, anche musicali chiedendosi "dove andrà la mia gente?" con un finale quasi sorprendente. 'Halfway There' è un pezzo tipicamente spiritual, triste e delicato. 'Rican Beach' è la vera canzone di protesta: ritmi caraibici enfatizzano il testo: politici che costruiscono muri "per tenerli fuori". La malinconica 'Fourteen Floors', ricordo del padre e del lungo viaggio da Portorico, e 'Settle' ci conducono a 'Pa'lante', forse il pezzo più emozionante: un invito a chi si sente emarginato a reagire, ad "andare avanti". 'Finale' si ricollega al brano iniziale con percussioni in bella evidenza a chiudere, accelerando, la canzone e l'album. Un album che non dà certo spazio alla sperimentazione o alla ricerca di sonorità alternative ma che scorre e fluisce piacevolmente.

Velocità: medio bassa con piccole accelerazioni in prossimità di zone caraibiche/portoricane.

Il testo: "From el barrio to el assyeo, ¡Pa’lante! / From Marble Hill to the ghost of Emmett Till, ¡Pa’lante! / To Juan, Miguel, Miradros, Manuel, ¡Pa’lante! / To all who came before, we say, ¡Pa’lante! / To my mother and my father, I say, ¡Pa’lante! / To Julia, and Sylvia, ¡Pa’lante! / To all who had to hide, I say, ¡Pa’lante! / To all who lost their pride, I say, ¡Pa’lante! / To all who had to survive, I say, ¡Pa’lante!", da ’Pa’lante!’.

La dichiarazione: "Il 'navigatore' sei tu, in una società che dice che sei troppo nero, troppo femmina, troppo finocchio", afferma Alynda sulla sua pagina Facebook a proposito del titolo del disco.

Il sito: Hurrayfortheriffraff.com


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