Trementina: '810' (2017)
Burger

Voto: 8/10

Trementina: '810' (2017)

"Equilibrio formale encomiabile, grande personalità e voglia di uscire dai soliti schemi di genere"

di Riccardo Cavrioli

Genere: shoegaze, dream-pop.

Protagonisti: Vanessa Cea (voce), Cristobal Ortiz (chitarra), Lucas Martinic (basso), Andrés Fischer (batteria).

Segni particolari: vengono da Vilvidia, in Cile, questi 4 ragazzi che, nelle precedenti uscite, hanno dimostrato una sana e sincera devozione per eroi quali My Bloody Valentine e Dinosaur Jr., mentre ora, approdati alla storica Burger Records, hanno un po' cambiato le loro coordinate sonore.

Ingredienti: dalle chitarre rumorose e distorte, imbevute di melodie zuccherose dell'album 'Almost Reach The Sun', i nostri abbracciano visioni più riconducibili al dream-pop piuttosto che allo shoegaze, prestando una fortissima attenzione anche all'aspetto ritmico.



Densità di qualità: piacevolissima l'evoluzione sonora dei Trementina che, in questo nuovo album, si soffermano meno sulle distorsioni chitarristiche e invece lasciano che sia la ritmica e un suono più avvolgente a conquistarci. Le chitarre quindi non diventano più elemento distintivo, ma si amalgamano alla perfezione in sound che predilige anche gli aspetti più morbidi e non solo quelli spigolosi e sonici. L'equilibrio formale con cui la band gestisce questo mutamento è encomiabile e dimostra anche grande personalità e voglia di uscire dai soliti schemi di genere. Se la base di partenza potrebbe sempre essere quella degli Slowdive, nelle loro diverse sfaccettature, ecco che poi ogni brano dimostra influenze e spunti diversi, da 'Please, Let's Go Away' e 'Oh Child' che paiono una versione più sognante dei Chvrches, così come 'All I Wanted' ha sfumature ambient, con quel basso pulsante e una sensazione di essere alla deriva fra le onde, senza parlare dell'andamento dub di 'Out Of The Lights'. Quando parlavamo prima del ritmo in evidenza, beh, basta ascoltare 'A Place Up In The Sky' per farsi un'idea precisa, groove incalzante su dilatate visioni chitarristiche che si fanno suggestive. Da segnalare ovviamente anche canzoni che strizzano l'occhio più al pop come 'Fall Over Myself' (che sembra un brano dei Sundays ai quali è partita la voglia matta di farsi quattro salti in pista) e 'No Control in cui elementi quasi gotici virano, tutto d'un tratto, verso un irresistibile ritornello ipermelodico e dream-pop, insistente come non mai.

Velocità: mai troppo sostenuta, eppure i piedi non riescono a stare fermi.

Il testo: "It seems that life is just another lie", dal brano ’Oh Child’.

La dichiarazione: in una vecchia intervista la band definiva così il proprio sound ”distorto, rumoroso e brillante”.

Il sito: Trementina.bancamp.com


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