Ani DiFranco: 'Binary' (2017)
Righteous Babe

Voto: 8/10

Ani DiFranco: 'Binary' (2017)

"La DiFranco riesce di nuovo a parlare alla mente e al cuore di chi l’ascolta"

di Raffaele Concollato

Segni particolari: a due anni da ‘Allergic To Water’ e a cinque da ‘¿Which Side Are You On?’, Ani DiFranco pubblica il diciannovesimo album da studio avvalendosi dei due rodatissimi collaboratori, Todd Sickafoose (basso) e Terence Higgins (batteria). Non macano di certo gli ospiti, tra cui spuntano l’ex sodale di Miles Davis, Maceo Parker, e Justin Vernon AKA Bon Iver. Il lavoro di produzione è affidato al compagno Mike Napolitano e il mixaggio all’esperto Tchad Blake (in passato all'opera con Black Keys, Pearl Jam e Gomez, tra gli altri). Pubblica la solita Righteous Babe in joint-venture con l’inglese Aveline Records.

Ingredienti: se il precedente ‘Allergic To Water’ era frutto della seconda maternità, e probabilmente anche per questo scritto e cantato sottovoce, ‘Binary’ riprende una serie di tematiche e attitudini che riportano l’autrice a ciò che aveva momentaneamente accantonato.



Densità di qualità: nella sua quasi trentennale carriera Ani non ha mai rispettato un piano, è sempre andata ad istinto, guidata dalla curiosità e dalle sue idee. Da sempre propensa al DYI, questa volta opta per un album collaborativo, ed è una novità non da poco. Tutto questo ha fatto bene all’artista di Buffalo, che ha ritrovato nuova linfa sia nei fiati di Maceo Parker, presente nella bella title-track, che nel variegato mondo della sua New Orleans, dove risiede da tempo. Il jazz e il funk riescono a fondersi con le tematiche più impegnate e Ani è 'costretta' dagli ospiti a variare stile o approccio musicale dei singoli brani. Esempi come il funk-jazz di ‘Play God’, dove si parla del “diritto di scegliere” della donna, o nella rock ballad 'Spider', sostenuta dal violino elettrico di Jenny Sheinman che riporta la mente ai primi lavori della ex riot girrl, o aiutata dal piano di Ivan Neville nella pulsante dark jazz ‘Sasquatch’ la cantante ansima, sospira fino a spogliarsi l’anima e liberarsi nel finale. Tra le collaborazioni è quella di Justin Vernon quella che salta subito all’occhio, in ‘Zizzing’, canzone drammatica e tesa perfetta per le corde dell’autore di ‘Skinny Love’, Ani riesce a ricamare un nuovo mondo all’interno dei suoi schemi sonori amalgamando perfettamente i due stili. Altri brani hanno il solito stile, diretti e senza troppi fronzoli, musicalmente non portano niente di veramente nuovo ma nonostante questo con ‘Binary’ la DiFranco riesce di nuovo a parlare alla mente e al cuore di chi l’ascolta. Non ci sono problemi a collocarlo tra i suoi migliori degli ultimi dieci anni.


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