Star Tropics: 'Lost World' (2017)
Shelflife

Voto: 6/10

Star Tropics: 'Lost World' (2017)

"Soluzioni fin troppo scolastiche e 'telefonate' a farla da padrone, seppure le melodie non manchino mai"

di Riccardo Cavrioli

Segni particolari: attivi dal 2012, i ragazzi di Chicago, nati per mano del chitarrista Scott Hibbits e della bassista/cantante Loren Vanderbilt, non hanno mai forzato i tempi, arrivando all'esordio solo in questo 2017, dopo un paio di 7" usciti gli anni scorsi.

Ingredienti: i semi piantati nelle precedenti uscite sul breve formato hanno dato i loro frutti. Il disco degli Star Tropics è un tributo vero e proprio a band come Cure, Smiths, primi New Order, alla stagione d'oro della Sarah Records (Trembling Blue Stars su tutti) così come alla scena C-86.



Densità di qualità: il pregio che diventa limite. Con gli Star Tropics l'orologio musicale torna indietro nel tempo e non c'è nessuna concessione a profumi 'moderni'. Fedelissimi ai dettami dei loro modelli spaziano dalla devozione assoluta a Robert Smith ('All The Way To Heaven') e Morrissey/Marr ('Chapel Hill'), ad accenni zuccherosi, solari e jangly ('Wildfire'), passando per la genuflessione all'altare della storica etichetta di Bristol citata sopra ('Another Sunny Day'). Il pezzo migliore risulta essere la conclusiva 'Gemini', in cui il gioco delle due voci si fa delizioso e veniamo catturati da continui saliscendi sonori, mentre il sound si fa pieno e intenso come non mai nel resto del disco. Hanno lasciato il meglio nell'ultima canzone quindi i nostri, mentre nel resto dell'album sono soluzioni fin troppo scolastiche e 'telefonate' a farla da padrone, seppure le melodie non manchino mai, sia chiaro. Non un brutto disco se amate il guitar-pop più classico, anzi, i seguaci delle band citate pensiamo si divertiranno non poco a farsi assalire da un forte senso di déjà vu, ma, alla fine, 'Lost World' risulta, volutamente, un disco "for fans only", nulla più.


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