Marika Hackman: 'I'm Not Your Man' (2017)
Caroline

Voto: 8/10

Marika Hackman: 'I'm Not Your Man' (2017)

"Un grande coraggio: non ha solo cambiato il suo sound, ma ha anche saputo aprirsi e raccontare di se stessa"

di Antonio Paolo Zucchelli

Segni particolari: la bionda ragazza londinese è tornata poche settimane fa con questo suo secondo lavoro, a distanza di un paio di anni dal suo debutto sulla lunga distanza, l’intimo ‘We Slept At Last’. Scritto a Londra mentre cambiava spesso la sua residenza, ‘I’m Not Your Man’ è stato terminato di masterizzare dalla stessa Hackman e dal suo amico e produttore Charlie Andrew (Alt-J, Rae Morris) agli Iguana Studios di Brixton poco prima dello scorso Natale: si tratta del primo per la AMF Records, etichetta con cui Marika ha firmato dopo aver abbandonato il suo management (negli Stati Uniti, invece, è distribuito dalla Sub Pop Records).

Ingredienti: ‘We Slept At Last’ era un album bellissimo di folk pastorale, puro, semplice, emozionante e ci aveva regalato momenti da brividi, ma ora Marika sembra aver voluto cambiare direzione: aiutata in parecchie canzoni dalle esordienti londinesi Big Moon, la bionda ex fotomodella di Burberry ha voluto provare a osare e a calpestare territori su cui non aveva mai camminato. Anche se rimane ancora qualche momento folk, in ‘I’m Not Your Man’ si attraversano atmosfere alt-rock anni ’90 e panorami sonori shoegaze, passando per l’indie-pop con le chitarrine jangly dal sapore british (Smiths e Belle & Sebastian sono citazioni forse un po’ scontate, ma senza dubbio gradite): nello stesso tempo la sua voce rimane sempre molto importante nell’economia del disco e il suo piacevole senso melodico non va mai a perdersi. Sotto il punto di vista delle liriche Marika tratta argomenti diversi come relazioni omosessuali, sesso, attrazione, amicizie, social media e ovviamente la rottura del rapporto con la sua fidanzata.



Densità di qualità: questo suo nuovo LP è un tuffo nella sua vita e nella sua mente, senza censure, in maniera onesta, sarcastica e ovviamente piena di emozioni, mentre la sua vulnerabilità comunque rimane sempre al centro del gioco: nello stesso tempo il suo innato senso melodico dà un leggero tocco pop al suo lavoro, che lo rende un disco accattivante, senza però diventare banale o troppo commerciale. In una recente intervista Marika ha fatto sapere che ha cercato di proposito di cambiare il tono del suo sound, ma quello che probabilmente più stupisce chi già la conosceva, almeno a un primo ascolto, è l’energia che riempie parecchi momenti di questo disco: sicuramente inaspettata, ma da valutare in maniera positiva. Proprio questa sua nuova forza ci fa pensare alla sua dichiarazione d’amore verso i Nirvana di qualche anno fa che, pur senza poter farla paragonare alla band di Kurt Cobain, ci fa capire come gli accostamenti che tanti avevano fatto con Laura Marling, in occasione del suo primo disco, erano stati affrettati e poco corretti. Con ‘I’m Not Your Man’ la Hackman ha dimostrato un grande coraggio e bisogna darle merito per questo: non ha solo cambiato il suo sound in maniera evidente, ma ha anche saputo aprirsi e raccontare di se stessa con sincerità. Un ottimo passo avanti per lei.


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