Priests: 'Nothing Feels Natural' (2017)
Sister Polygon Record

Voto: 8/10

Priests: 'Nothing Feels Natural' (2017)

"Katie Alice Greer, con sfacciata irriverenza, non esita a demolire il sogno americano"

di Sergio Appiani

Segni particolari: nonostante si siano formati nel lontano 2011, i Priests (band di Washington D.C.) giungono all'esordio 'full lenght' solo ra, dopo essersi guadagnati una più che dignitosa reputazione nella scena punk americana.

Ingredienti: tutto ruota intorno alla personalità di Katie Alice Greer che, con sfacciata irriverenza, non esita a demolire il "sogno americano" con testi pungenti, dissacranti, aggressivi, diretti e rabbiosi. Ascoltando 'Nothing Feels Natural' notiamo sorprendenti novità: trovano spazio sax, piano, pure percussioni che ci accompagnano verso sonorità funky/disco, indie pop e a tratti jazz. Nonostante ciò la loro natura punk non si perde, non si attenua, anzi, viene rafforzata, esaltata dalla varietà di suoni e tendenze del tutto inaspettata.



Densità di qualità: la voce urlata, dolce, disperata, sdegnata, indispettita, stizzita è, senza dubbio il punto di forza della band. La frontwoman che, indemoniata, ci tiene a bocca aperta in 'And Breeding' (sono passati ben tre anni!) ha affievolito la sua tendenza "urlante" per ammorbidirla quel tanto che basta a salvarle innanzitutto le corde vocali e per poter quindi esprimere al meglio l'intero spettro delle potenzialità canore di cui dispone. Pezzi come 'JJ' e 'Pink White House' sono dei piccoli capolavori dove possiamo apprezzare la principale capacità del resto della band: confezionarle l'abito perfetto per il ballo delle debuttanti. La Greer e i suoi Priests hanno le carte in regola per ritagliarsi il giusto spazio nel contesto discografico odierno, dove fare musica trattando tematiche scomode e scottanti è sovente inconveniente.


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