King Gizzard & The Lizard Wizard: 'Sketches Of Brunswick East' (2017)
Heavenly

Voto: 6/10

King Gizzard & The Lizard Wizard: 'Sketches Of Brunswick East' (2017)

"Non producessero musica come un caseificio produce mozzarella sarebbero un grande gruppo"

di Michele Corrado

Segni particolari: nessuno glielo ha chiesto, ma questi iper-prolifici jammaroli psichedelici di stanza a Melbourne, quest’anno, hanno deciso di pubblicare 5 dischi. 'Sketches Of Brunswick East' è per ora il terzo.

Ingredienti: come gli altri dischi già rivelati di questa pentalogia targata 2017, 'Sketches Of Brunswick East' è così coeso da poter risultare un’unica grande jam session suonata durante una sbronza con gli amici del Mild High Club.



Densità di qualità: al contrario di quanto accaduto con i primi due capitoli di questa missione (inutile, più che impossibile), che francamente possono risultare interessanti (forse) alle orecchie di qualche oltranzista della psychedelia fattona, questo terzo, innestando elementi jazz vicini al Miles degli anni '70, sa rendersi più intrigante. Oltre a svelare la grande versatilità del batterista Michael Cavanagh. Non si differenziasse dai precedenti grazie a ciò, non avremmo esitato a bocciarlo spietatamente. Difatti, a ben vedere, serba anche due momenti, fortemente singolari, su cui vale la pena ritornare più e più volte. È il caso della fumosa 'Tezeta', che lascia partire anche un razzo di assolo, e della narcolettica 'Rolling Stoned' sul cui finale i nostri riescono nell’impresa di far sbadigliare (in senso non metaforico) le chitarre. Non c’è che dire, se questi australiani non producessero musica come un caseificio di Battipaglia produce mozzarella sarebbero un grande gruppo. Gliela assegnerei io una missione per il 2018: un disco solo con dentro le idee di tre loro uscite. Sarebbe un gran lavoro, perché questi sanno suonare come pochi.


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