Districts: 'Popular Manipulations' (2017)
Fat Possum

Voto: 7/10

Districts: 'Popular Manipulations' (2017)

"Se dieci anni fa dischi come questo erano all’ordine del giorno, oggi sono merce rara"

di Michele Corrado

Segni particolari: avevano già rilasciato succose autoproduzioni, ma è nel 2015 di 'A Fluorish And A Spoil' che questi quattro indie-rockers della Pennsylvania si sono guadagnati attenzioni importanti quali disco del mese Rough Trade, per dirne una.

Ingredienti: i ragazzi non proponevano nulla di nuovo, ma la loro mistura di ruvidità lo-fi e chitarre alla Dinosaur Jr risultarono una boccata d’aria fresca per tutti gli appassionati di indie-rock che vedevano il loro genere preferito lasciare il posto negli scaffali dei negozi di dischi ai vari Kendrick Lamar. Con questo 'Popular Manipulation' gli addendi cambiano (le chitarre sono meno rustiche, le tastiere hanno guadagnato spazio, rendendo insieme alla voce in formissima di Rob le melodie più ariose ed emotive), ma non la somma, un frullato di indie-rock all’americana come è ormai difficile trovarne in giro.



Densità di qualità: eh sì, perché se dieci anni fa dischi come questo erano all’ordine del giorno, oggi sono merce rara. Non troverete nessun miracolo disseminato tra queste undici tracce, sia chiaro, ma siamo pur sempre su 'Indie-Rock.it', no? E quindi lasciate che la melodia alla brezza autunnale di 'Violet' e il suo ritornello ciondolante vi cullino, mettete il broncio quando l’irsuta 'Salt' rende l’atmosfera un pelo più drammatica, unitevi al coro caloroso di 'Will You Please Be Quiet Please?' e così via… Per qualcosa di più complesso ci saranno tempi, modi e occasioni.


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