Thee Oh Sees: 'Orc' (2017)
Castle Face

Voto: 8/10

Thee Oh Sees: 'Orc' (2017)

"Se la qualità sarà sempre a questi livelli, il prossimo lavoro degli Oh Sees lo accoglieremo a braccia aperte"

di Sergio Appiani

Segni particolari: possiamo dire molte cose riguardo John Dwyer, ma non possiamo certo affermare che è un uomo che ama stare con le mani in mano. Diciannovesimo album, primo a nome Oh Sees, cancellando "Thee" (forse per dare un segno di discontinuità, ma chi può dirlo?). Formazione che conferma due batteristi (esordisce Paul Quattrone) e Brigit Dawson come corista ed alle tastiere.

Ingredienti: kraut, fuzz, psych-rock, psych-garage, garage-punk, art-punk, psych-pop: se ne leggono di tutti i colori ma la definizione che vale più di tutte e che può rendere meglio l'idea del 'genere' musicale di questo capitolo è "To be advised-rock" o meglio ancora "Orc-rock". Ovvero, tutto è in divenire, siamo lontani da ogni facile definizione.



Densità di qualità: un album suggestivo e stimolante, John Dwyer si spinge ancora oltre i suoi già ampi territori stilistici e dimostra di possedere ancora molte frecce a disposizione: la sostenuta produzione artistica non va a sminuire la qualità del risultato. Attraverso 'Orc' gli Oh Sees riescono veramente nel non agevole compito di accompagnarci in un mondo fiabesco ed irreale. Viene da chiedersi se, in un panorama musicale dove la massiccia concorrenza e la facilità ad accedere all'ascolto bruciano in poche settimane anche le migliori uscite, ci sia un reale bisogno di pubblicare velocemente nuove proposte, semplicemente per non cadere nell'oblio. Se però la qualità sarà sempre a questi livelli, il prossimo lavoro degli Oh Sees (o come diavolo si chiameranno) lo accoglieremo a braccia aperte, anche tra pochi mesi...


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