Dream Syndicate: 'How Did I Find Myself Here?' (2017)
Anti-

Voto: 8/10

Dream Syndicate: 'How Did I Find Myself Here?' (2017)

"Quasi tutte le canzoni di questo LP non avrebbero sfigurato nei primi due album dei Dream Syndicate"

di Michele Corrado

Segni particolari: facciamo finta che, nei 29 lunghissimi anni che separano 'It’s Too Late To Stop Now' da questo suo tardivo successore, Steve Wynn non abbia avuto una carriera solista. 'How Did I Find Myself Here?' è la domanda che un paisley undergrounder si fa appena risvegliatosi, per dio solo sa quale ragione, nel 2017. Dopo un sonno lungo ventinove anni.

Ingredienti: ma questo rocker se ne frega (come se ne fregava 29 anni fa) e comincia a suonare (come suonava 29 anni fa). La sua voce è calda come un tempo, così la sua chitarra e il drumming spietato di Dennis Duck. Kendra Smith non c’è più (il suo fantasma fa una comparsa nel finale intitolato 'Kendra’s Dream'), ma al basso Mark Walton fa il suo dovere.



Densità di qualità: l’impasto di synth muffosi e chitarra che costituisce il riff della opening track 'Filter Me Through You' è un vero e proprio wormhole, un ponte che conduce l’ascoltatore nel 1984 di 'Medicine Show'. 'Like Mary' è agrodolce, delicato fm rock di quegli anni, con una slide guidar alla lacrima. 'Out Of My Head' e 'Out Of My Head' sono le sfuriate immancabili, dove i feedback furibondi dei Dinosaur Jr vengono combinati ad una schioccante sezione ritmica new wave. 'The Circle', incentrata su un giro circolare di fender, è un altro turbine rigurgitante alt rock 80’s. La vetta, il capolavoro, l’inno, insomma chiamatelo come volete, è però 'Glide'. "I just glide/I will never get higher/I don’t have to come down", viene cantato, ripetuto, echeggiato, mentre strati su strati di chitarra e lontani ricami di tastiere creano una sensazione di autentica sospensione, di astrazione spazio temporale. Una roba che può riuscire giusto a Steve e, dall’altre parte del mondo a Jason (Pierce). In questi giorni di reunion, ripescaggi e rivalutazioni, il confine tra ‘fuori tempo massimo’ e ‘senza tempo’ si è assottigliato, così tanto che l’attribuzione di un disco ad una categoria piuttosto che all’altra è spesso questione di gusti e inclinazioni (di recensori e ascoltatori). Ascrivere però 'How Did I Find Myself Here?' alla seconda delle due sembra piuttosto doveroso. Quasi tutte le canzoni di questo LP non avrebbero sfigurato, ad esempio, nei primi due album dei Dream Syndicate. E il che (che capolavori sono e a cosa hanno dato il via lo sapete) è tutto dire.


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