Killers: 'Wonderful Wonderful' (2017)
Island

Voto: 6/10

Killers: 'Wonderful Wonderful' (2017)

"Un tentativo di tradurre le dinamiche complesse della vita adulta in pulsioni elementari"

di Leandro Agrò

Segni particolari: Brandon Flowers (voce, tastiere); Dave Keuning (chitarra); Mark Stoermer (basso, chitarra) e Ronnie Vannucci Jr (batteria, percussioni) sono i Killers, band attiva dal 2001 che di certo non ha bisogno di molte presentazioni. E' il quinto album in studio per i quattro di Las Vegas. In questi anni da assenza solo un paio di uscite minori: il greatest hits del 2013 e un album di natale dello scorso anno (‘Don’t Waste Your Wishes’).

Ingredienti: ritornano gli ingredienti che hanno reso noti i Killers: il pop-rock più glamour e la new wave (o quel che ne rimane) più ballabile, il tutto retto da sostanziosi riff di chitarra tra U2 e Springsteen. Un misto di opulenza e intimità, spiritualità e violenza da stadio ora alla ricerca di un obiettivo preciso: fare i conti col presente e 'dimostrare la propria età'. Questo di Flowers e soci si palesa come il disco del ritorno, fosse anche solo per i cinque anni che lo separano dal precedente, e altalenante, ‘Battle Born’ del 2012.



Densità di qualità: ‘Wonderful Wonderful’ cambia la forma ma non la sostanza delle opere precedenti. In apertura la fosca e solida title-track, intensa nei suoni e muscolare nelle percussioni, annuncia la buona coppia di singoli (The Man’ e ‘Run For Cover’): i ritornelli giusti, la velocità sostenuta e acuti da radio hits a ricalcare i tempi degli esordi. La volontà di Flowers di mettersi a nudo si riflette in una manciata di brani biografici: rendersi invincibili agli occhi dei propri figli (la bella ‘Tyson & Douglas’), le difficoltà della vita matrimoniale (la più incerta ‘Some Kind Of Love’, dedicata al disturbo post-traumatico della moglie). Altri pezzi interessanti sono ‘Out Of My Mind’, ancora sulla vita domestica, e la curiosa ‘The Calling’, traccia a tema religioso dall’inizio salmodiato e poi incalzante, efficace nel suo continuo cambio di rotta. In chiusura si affronta l’elefante nella stanza con un brano dedicato al blocco artistico sofferto da Flowers in questi anni (‘Have All The Songs Been Written?’, peraltro titolo di una email inviata da Flowers a Bono degli U2), classico esempio di ballata 'killersiana'. Un finale intimo, sebbene sottotono, per un lavoro solo in parte segnato in positivo: se da un lato si avverte la volontà di ritrovare una rotta (persa forse dai tempi di ‘Day & Age’, 2008); dall’altro si avverte una debolezza strutturale che rende difficile e a tratti monotono il riascolto. ‘Wonderful Wonderful’ andrebbe goduto per quello che sembra essere, ovvero un tentativo di tradurre le dinamiche complesse della vita adulta in pulsioni elementari: nel ritmo di una bella canzone pop, in un ritornello trascinante. Ancora una volta, per l’ascoltatore dei Killers si tratta di prendere o lasciare.


Pubblicità

NEWS.-

DISCHI.-


CONCERTI.-

Facebook