Brand New: 'Science Fiction' (2017)
Cooking Vinyl

Voto: 8/10

Brand New: 'Science Fiction' (2017)

"Approdando dunque ad un alt-rock più generalista, i Brand New hanno siglato un disco comunque splendido"

di Michele Corrado

Segni particolari: i Brand New mancavano dalle scene da otto lunghi anni, dal 2009 di ’Daisy’. Quest’anno i Brand New hanno ricominciato a dare segnali di vita. Non tra i più incoraggianti invero:“#thisIsTheLastOne”, ha tuonato il loro acccount Twitter; “Brand New 2000 - 2018”, la loro ultima maglietta messa in commercio. Praticamente gli epitaffi di una carriera che ha donato all’emo almeno due pietre miliari, 'Deja Entendu' (2003) e 'The Devil And God Are raging Inside Me' (2006). Ovvio allora che questo loro quinto e ultimo (?) 'Science Fiction' avrebbe non solo suscitato la commossa adunata fan, ma anche allargato il mito dei Brand New a nuovi ascoltatori. Chissà però se Jesse e i suoi se la aspettavano addirittura la prima posizione nella classifica generale di 'Billboard'. Di certo se la meritano.

Ingredienti: al di là della congiuntura promo-emozionale, c’è però da dire che 'Science Fiction' è stato aiutato a finire lì in cima anche grazie a un sound molto più radiofonico che in passato. Le sfuriate chitarristiche e gli strilli fino a sfracellarsi la trachea ('Same Logic/Teeth') sono qui ridotti infatti all’osso, scoppiano solo quando necessario.



Densità di qualità: ciononostante, quasi rinunciando ai propri tratti distintivi, approdando dunque ad un alt-rock più generalista, i Brand New hanno siglato un disco comunque splendido e comunque personalissimo. Un miracolo possibile grazie ad una capacità di scrittura e, soprattutto, grazie ad una grandeur nel manifestare sentimenti profondissimi che trova pochi pari, nella scena emo e fuori. Questa diversione stilistica è peraltro un’occasione ghiotta anche per notare come i Brand New si muovano in territori che nessuno si sarebbe mai sognato di accostare al loro nome. La prima parte del disco è praticamente acustica, e ti lascia in bocca lo splendido sapore amaro di tutti gli unplugged grunge dei tempi d’oro di MTV. 'In The Water' è una struggente ballad per armonica e organetto hammond con un ritornello che ti spacca il cuore in due; 'Can’t Get It Out' è depressa come da protocollo, ma cadenzata da un delizioso fischiettio pop; '451' praticamente un blues alternativo con Vincent Accardi che si spara un’assolo di chitarra a rotta di collo. La chiusura affidata a 'Batter Up' porta all’estremo le atmosfere già decisamente plumbee del disco, ed è così sofferta che, purtroppo, fa sembrare 'Science Fiction' un vero addio.


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