Black Grape: 'Pop Voodooo' (2017)
Universal

Voto: 8/10

Black Grape: 'Pop Voodooo' (2017)

"Shaun & Kermit ci riportano a 20 anni fa ma senza farci sentire fuori luogo o fuori moda"

di Sergio Appiani

Segni particolari: Shaun Ryder ha appena compiuto 55 anni. Ha smesso di fumare, non fa più uso di droghe, beve qualche pinta di Guinness ogni tanto al pub, ha una moglie e sei figli ed ha una grande passione: la bicicletta. A una cosa però non ha rinunciato: il suo lavoro. E il suo lavoro è fare musica. Quando due anni fa gli ricordarono che erano passati vent'anni da quel 'It's Great When You Are Straight...Yeah' e come avrebbe voluto festeggiare l'evento, Shaun non ha esitato, ha chiamato il vecchio compagno di avventure Paul 'Kermit' Leveridge e dopo due decenni da 'Stupid Stupid Stupid' eccoci qui ad ascoltare il terzo album dei Black Grape.

Ingredienti: se vogliamo usare le parole di Shaun Ryder, 'Pop Voodoo' doveva essere una combinazione di "Bee Gees, Buzzcocks, Monkeys, Beach Boys, Hip Hop e Motown". I dodici brani che compongono il disco sembrano rispondere del tutto alle aspettative. L'opening-track 'Everything You Know is Wrong' (anche primo singolo) è il biglietto da visita dell'intero album ricco di ritmi funky, linee di basso estremamente coinvolgenti, Kermit il Rapper a pieno regime, fiati, Beat, Dance.... Il disco è prodotto da Youth (ormai è riduttivo ricordarlo come bassista dei Killing Joke) che in questo lavoro ha avuto la possibilità di esprimere tutta la sua decennale esperienza.



Densità di qualità: ascoltando l'album è naturale tornare con la mente agli Happy Mondays, a quel periodo, sul finire degli anni ottanta in quella "Madchester" che non fu solo culla di band tutt'ora in grande forma ma anche di un genere musicale peculiare, quel funk-rock, quel ritmo che faceva l'occhiolino alla dance e quel groove che ti costringeva al movimento, quella camminata scimmiottesca che si esalta se indossi jeans baggy e larghe tute sportive. Vent'anni dopo Shaun & Kermit ci riportano a quei tempi ma senza farci sentire fuori luogo o fuori moda, anzi, ogni pezzo di 'Pop Voodoo' è una boccata di aria fresca. Non serve l'Ecstasy o essere di casa all'Hacienda per entrare in risonanza con queste cadenze, bastano un paio di cuffiette e un cane da portare fuori a passeggio. Risulta difficile trovare brani che spiccano sugli altri: questo è un album senza punti deboli ma soprattutto senza tempo, semi di un fiore sotterrati due decadi fa che sboccia oggi a riaffermare che le inesauribili vibrazioni generate in quegli anni a Manchester non erano solo "Mad" ma avevano qualcosa di magico e forse irripetibile.


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