Liars: 'TFCF' (2017)
Mute

Voto: 7/10

Liars: 'TFCF' (2017)

"Occorre dare atto a questo lavoro di possedere coraggio e di tenere in vita il moniker Liars"

di Giovanni Aragona

Segni particolari: del nucleo storico è rimasto solo Angus Andrew, diventando così unico proprietario della ditta. Questo è l'ottavo LP a nome Liars. Non un caso la produzione della londinese Mute Records, esperta in deliri post punk (da Einsturzende Neubauten ai Throbbing Gristle) tanto cari alla band.

Ingredienti: rock d’avanguardia capace di accarezzare anche nelle scorribande più acide e aggressive. Chitarre pienamente protagoniste alternate e sfocate da rumore elettrico e melodia, che abbracciano un lo-fi ovattato da rumorismo deteriorato e costruito da sintetizzatori acidissimi in salsa post punk.



Densità di qualità: l’animo turbolento ed alienato di questo protagonista dei giorni nostri in un disco intensissimo, che vuole deliberatamente staccarsi dalla realtà. Rumori striscianti come in ’Clichè Suite’ e intime riflessioni, bisbigliate o urlate, suonano come il personale canto del cigno di Angus Andrew. Pur vivendo lunghi tratti allucinatori questa prova offre interessanti soluzioni sonore, anche a distanza di anni in cui i Liars hanno osato fino agli estremi con gli esperimenti, rompendo con il precedente 'Mess' del 2014, ma in realtà con tutto il passato discografico dei Liars, sposando la causa dell’isolamento e dello sperimentalismo più intimo e recondito. Qualche nota lineare la si ascolta pure, come quando decide di imbracciare la chitarra per dedicarsi ad una ballad folk ’No Help Pamphelt’, che mette in gioco il suo inespresso (e sottovalutato) talento vocale. La workstation creata per questo percorso visionario prende terribilmente forma in ’Coins in my Caged Fist’ dall’apertura industrial e dal delirio di pura avanguardia, in cui la voce di Angus graffia cosi tanto, da sembrare un lamento proveniente da una stanza disabitata di una decadente e periferica Berlino anni ’80. Potrebbe suonare ostico vista la massiccia dose di complessità, ma occorre dare atto a questo lavoro di possedere coraggio e di tenere in vita il moniker Liars mantenendo sempre alto il livello di creatività ed imprevedibilità.


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