Chelsea Wolfe: 'Hiss Spun' (2017)
Sargent House

Voto: 8/10

Chelsea Wolfe: 'Hiss Spun' (2017)

"Un album scurissimo e ipnotico, che scava nel profondo estraendo dal rumore la bellezza"

di Giovanni Aragona

Segni particolari: a 34 anni il quinto disco in studio della californiana Chelsea Wolfe è infarcito da preziosi contributi: le chitarre di Troy Van Leeuwen dei Queens Of The Stone Age e di Aaron Turner dei Sumac e la produzione di Kurt Ballou (già al lavoro con Russian Circles, Converge e gli italiani La Crisi). Continua, dopo i due dischi precedenti, il rapporto con l’etichetta di Los Angeles Sargent House.

Ingredienti: pezzo dopo pezzo il puzzle sonoro costruito dalla Wolfe prende sempre più forma: le tessiture d’archi (marchio di fabbrica del passato) sono uscite dagli abissi e hanno sposato un suono cupo e metallico; il folk sfiorato nelle passate scorribande lascia il posto a chitarre urlanti tanto dark tanto drone, piene di fuzz e overdrive (tangibile l’apporto dei due chitarristi ospiti) che si abbinano sapientemente a un interessante dosaggio di campionamenti, il tutto viene scandito da tamburi cavernossimi e piatti acidissimi, che ricordano gli esordi delle vecchie band della scuderia Sub Pop di fine anni ’80.

Densità di qualità: l'apertura è targata 'Spun', che ne diventa inesorabilmente il vero manifesto: un ritornello melodico clamorosamente umano, sorretto da una composizione assordante e spigolosa, pronta ad eruttare un riff arroventato e sincopato degno del miglior periodo grunge di fine anni ’80, con a un basso pesante che si incastra ad una batteria claustrofobica e imponente. In ogni canzone sembra essere racchiuso un mondo, come ella meravigliosa 'Offering', una delle più interessanti rappresentazioni sonore di questo 2017, densa ed ipnotica, piacevolmente wave e sorretta da una linea sonora costruita da tastiere lunghe in acido, e da una batteria appena sfiorata da spazzole. Chelsea è cresciuta anche nella timbrica vocale, diventata oggi più potente e capace di sovrastare le chitarre cupe del duo Van Leeuwen-Turner. 'Hiss Spun' ha la fortuna di giungere sul mercato nel momento di massima maturità e creatività dell'artista californiana, e sosteniamo che possa essere il miglior disco della carriera. Capacità di scrittura altissima e un elevatissimo esercizio di stile sonoro compongono un album scurissimo e ipnotico, che scava nel profondo estraendo dal rumore la bellezza.


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