Godspeed You! Black Emperor: 'Luciferian Towers' (2017)
Constellation

Voto: 7/10

Godspeed You! Black Emperor: 'Luciferian Towers' (2017)

"Sempre in grado di sciorinare suggestioni rapenti e momenti di alto coinvolgimento"

di Michele Corrado

Segni particolari: annunciato e rilasciato senza troppe cerimonieper la solita Constellation, il tutto è avvenuto praticamente nel giro di un mese, 'Luciferian Towers' è il settimo disco del collettivo post-rock più famoso del Canada. In oltre vent’anni di musica, la band guidata da Mauro Pezzente e Efrim Manuel Menuck ha creato un linguaggio musicale inimitabile, per la verità nemmanco avvicinabile. Una turbinosa amalgama strumentale, che mescolando chitarre, archi e quant’altro riproduce meglio di quanto faccia ogni altra band i tumulti dell’anima. Un incredibile nube sonica capace di passare dall’impalpabile al palpabile e di impennate sconvolgenti, così strumentalmente ricca e articolata da avvicinare, in alcuni momenti, il rock alla musica sinfonica.



Ingredienti: sono due le principali novità da annoverare ascoltando 'Luciferian Towers'. La prima è una positività dilagante, sentimento in parte per la band, o almeno mai così chiaro. Entrambe le due composizioni principali, ’Bosses Hang’ e ’Anthem For No State’, compiono lungo i loro tre movimenti uno slancio epico verso la salvazione politica (stando ai titoli). Sul piano strumentale si fa notare invece un massiccio uso dei fiati, adoperati con la consueta versatilità della band. In ’Undoing A Luceferian Tower’ sovraccaricano l’aria di tensioni free jazz, nel finale di ’Anthem For No State’ mischiano ai feedback in crescendo addirittura una fanfara.

Densità di qualità: è qualche anno che, probabilmente per forza di cose, la creatività dei GYBE! Si sembra ammansita o forse che, più semplicemente, l’abitudine che abbiamo fatto alle loro costruzioni pindariche gli gioca contro. Fatto sta che i loro ultimi dischi non sono all’altezza delle vette del loro catalogo. E così anche 'Luciferian Towers', così come il suo predecessore, ci lascia con in bocca, o meglio nelle orecchie, un retrogusto amarognolo, probabilmente causato dall’alta prevedibilità di certi movimenti. Il problema che i Godspeed incontrano a questo giro è infatti proprio questo, sebbene la loro musica sia sempre in grado di sciorinare suggestioni rapenti e momenti di alto coinvolgimento, oggi sai esattamente quando questi arrivano. Ad ogni modo non ce la sentiamo di lamentarci più di tanto, perché anche ’Undoing A Luceferian Tower’ di emozioni e alta scuola ne è pieno.


Pubblicità

NEWS.-

DISCHI.-


CONCERTI.-

Facebook