Metz: 'Strange Peace' (2017)
Sub Pop

Voto: 7/10

Metz: 'Strange Peace' (2017)

"Se i Metz si potranno posizionare come terza via tra Mudhoney e Nirvana ce lo dirà solo il tempo"

di Raffaele Concollato

Segni particolari: con ‘Strange Peace’ la sfida di Alex Edkins (voce, chitarra), Chris Slorach (basso) e Hayden Menzies (batteria) è quella di non cadere nella trappola della ripetizione, per questo hanno assoldato come produttore Steve Albini. Il tutto è registrato negli Elictric Studios di Chicago ed esce per Sub Pop.

Ingredienti: risentendo i primi due lavori della band salta subito all’orecchio che nel loro stile qualcosa è cambiato. Per scostarsi dal punk-noise di ‘Metz’ (2012) e ‘II’ (2015), i canadesi hanno scelto di smussare qualche angolo, e in questo la scelta del produttore è stata decisiva.

Densità di qualità: l'apporto di Albini si nota in diversi episodi dell’album ma riesce a essere abbastanza discreto, tanto che l’iniziale ‘Mess Of Wires’ parte velocissima per poi gradualmente sbiadire, la voce primitiva di Alex Edkins è totalmente in linea con i brani di 'II'. Anche la sontuosa ‘Mr. Plague’ porta decisamente il loro granitico marchio di fabbrica. Altri pezzi, come ‘Caterpillar’ o il singolo 'Cellophan’, sono nettamente Albini-style, una sorta di Sonic Youth versione 2017: feedback, noise e assoli dissonanti senza sbavature. E' qui che si sente la mano del produttore, facendo passare dal noise all’epico il suono e permettendo di fare quel passo in avanti che finora era mancato. Altro esempio è ‘Lost In The Blank City’, che il Cobain più oscuro avrebbe potuto scrivere in una notte tormentata (“It happened late at night / I heard you / I'm not sure when it came / Over you / There's no more / Blank city looked at me”), e non è certo un caso che suoni così cupa e disperata: i Metz qui giocano bene le carte che l’uomo dietro al mixer propone e non si fanno scrupoli ad addentrarsi in un territorio non propriamente loro, giocando astutamente con low-fi e noise. Dietro allo sferragliare e alle bordate sonore di ‘Strange Peace’ il terzetto di Toronto riescono a spostare l’asticella più in alto, con un suono meno spigoloso ma ugualmente ficcante, senza rinunciare veramente alla loro natura primordiale. Potremmo essere davanti a una nuova forma di noise-punk e se i Metz si potranno posizionare come terza via tra Mudhoney e Nirvana (quelli di ‘Bleach’) ce lo dirà solo il tempo: la strada è ancora lunga ma è quella giusta.


Pubblicità

NEWS.-

DISCHI.-


CONCERTI.-

Facebook