Spinning Coin: 'Permo' (2017)
Geographic

Voto: 7/10

Spinning Coin: 'Permo' (2017)

"Un buonissimo esordio, gli Spinning Coin sono acqua fresca per chi nostalgicamente ricerca certe sonorità"

di Sergio Appiani

Segni particolari: giovane band di Glasgow, gli Spinning Coin sono Sean Armstrong (voce, chitarra), Cal Donnelly (basso), Jack Mellin (voce, chitarra) e Chris White (batteria) a cui si è definitivamente aggiunta Rachel Taylor da Toronto (voce, tastiere). 'Permo' è il loro primo album, pubblicato dalla prestigiosa Domino Records via Geographic (qui c'è lo zampino di Stephen Pastel, leader dei Pastels, che lavora presso Monorail, famoso negozio di dischi della città: intuì le potenzialità del gruppo ascoltando una loro cassetta). Registrato presso gli AED Studios di Edwyn Collins (si racconta che l'ex leader degli Orange Juice collezioni strumentazioni vintage per la sua produzione) e al Green Door Studio di Stu Evans, l'album comprende pure i singoli precedentemente pubblicati, quindi pezzi che appartengono alla loro storia, sin dagli inizi, quando, ancora sconosciuti, scrivevano, componevano e provavano ignorando che a breve avrebbero aperto i concerti a gente come Teenage Fanclub, Girl Ray, Dinosaur Jr (solo per citarne alcuni).

Ingredienti: suoni grezzi che ci riportano alla Glasgow dei primi anni '80, quando i Pastels con il loro 'Up For A Bit With The Pastels' divennero una band di assoluto rilievo grazie a quel sound malinconico, crudo e grossolano. Attenzione però: sarebbe riduttivo e ingiusto asserire che i 14 pezzi di 'Permo' siano una mera imitazione di qualcosa che abbiamo già sentito. Il gruppo dii Glasgow non ama di certo conquistare con facili e allegre melodie o accattivare la nostra attenzione con riff di chitarre appicicaticci. Anzi, quello che ci viene proposto è un album che al primo ascolto non ci mette comodi ed a nostro agio. A proposito d'ingredienti: Katrine Mitchell dei Pastels è la voce di 'Be Free'.



Densità di qualità: atmosfere a volte cupe e malinconiche ('Raining On Hope', 'Money For Breakfast'), la lenta 'Floating With You' (da ballarci davvero un lento, durante una festa di fine anno ambientata in una palestra addobbata con palloncini variopinti e festoni color argento), la punky-speedy metal-noisy 'Magdalene', la chitarra stonata di 'Starry Eyes' possono addirittura creare una sorta di smarrimento. Tuttavia, come certe birre artigianali di cui apprezziamo il gusto dopo la terza pinta, il riascolto rende piacevoli anche i suoni grezzi e pezzi come 'Tin' e 'Sleepless' spingono invece ad apprezzare lo stile compositivo di Mellin e Armstrong. Anche il cantato, rilassato, strascicato, a volte svogliato, prende ora forma e significato. Un accenno ai testi: chi ancora lavora part-time per pagarsi le bollette a fine mese, inevitabilmente racconterà storie di povertà, salute mentale, malcostume, corruzione ed ingiustizie. Un buonissimo esordio, gli Spinning Coin sono acqua fresca per chi nostalgicamente ricerca certe sonorità, non disdegna la pioggia quotidiana e ha un debole per certe birre artigianali. Hanno di fronte una sfida attraente: diventare una band di primissimo piano nella scena indie di Glasgow, una città dove prestigiosi riferimenti non mancano di certo.


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