Girls In Hawaii: 'Nocturne' (2017)
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Voto: 8/10

Girls In Hawaii: 'Nocturne' (2017)

"Canzoni che potranno incrementare il piccolo culto per questo grande gruppo"

di Cristiano Gruppi

Segni particolari: quarto album di inediti per la band di Braine-l'Alleud (Vallonia, Belgio) composta da Antoine Wielemans (voce, chitarra), Lionel Vancauwenberghe (voce, chitarra), François Gustin (chitarra, tastiere), Daniel Offermann (basso), Brice Vancauwenberghe (chitarra) e Boris Gronemberger (batteria). Esce a distanza di quattro anni da 'Everest' (2013). Il titolo del disco è così spiegato sul sito ufficiale del sestetto: "Parla del rimanere soli nel cuore della notte... Noi stessi e quel magico spazio di libertà che può essere la notte".

Ingredienti: non ci sono grandissimi cambiamenti nello stile dei Girls In Hawaii, che hanno certamente un grosso debito nei confronti dei Grandaddy ma che possono essere apprezzati anche da fan di Deus, Radiohead e Pavement. Il mood delle composizioni è sempre un dolce-amaro in cui si alternano tristezza, malinconia e quella speranza di felicità che non si sa mai se arriva davvero. Affiorano più che in altri lavori parti synth/electro che, sebbene con misura e pacatezza, in alcune tracce diventano decisive.



Densità di qualità: non vogliamo tediarvi più di tanto su quanto i Girls In Hawaii sarebbero popolari fossero nati non in Belgio ma in Inghilterra o negli Stati Uniti. Lo potreste verificare da soli, ascoltando uno qualsiasi dei quattro LP del gruppo. Anche questo 'Nocturne' ha tutto al posto giusto: uno stile definito, una scrittura solida e mai completamente prevedibile, un'interpretazione sentita e degli arrangiamenti che provano a portare piccoli elementi di innovazione rispetto a quanto già mostrato dai sei ragazzi valloni. Ci sono, al solito, delle chicche: 'Indifference' e il suo eccezionale ghirigori sintetico che eleva ampiamente il livello di gradevolezza del brano, 'Blue Shape', ballad triste che si trasforma in vortice synth-pop, la dance emotivamente sensibile di 'Walk', la notwistiana 'Monkey' e le aperture melodiche di 'Willow Grove'. Tutte canzoni che potranno rimanere nel cuore di chi le ascolta e incrementare il piccolo culto per questo grande gruppo.


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