Noel Gallagher's High Flying Birds: 'Who Built The Moon?' (2017)
Sour Mash

Voto: 7/10

Noel Gallagher's High Flying Birds: 'Who Built The Moon?' (2017)

"Non siamo di fronte a un potenziale disco dell'anno, ma di certo è una prova che ci fa riconsiderare in positivo Noel"

di Cristiano Gruppi

Segni particolari: terzo album solista per l'ex chitarrista e songwriter degli Oasis, uscito a un mese di distanza da quello del fratello Liam. E' prodotto da David Holmes, DJ, produttore ma soprattutto compositore di colonne sonore cinematografiche ('Ocean's Eleven', ad esempio), con il quale Gallagher senior aveva cominciato a lavorare subito dopo la pubblicazione del precedente 'Chasing Yesterday' (2015).

Ingredienti: vi ricordate 'Setting Sun' e 'Let Forever Be', i due singoli incisi da Noel con i Chemical Brothers? Questo disco sembra essere un po' il seguito di quei due brani, molto 'pieni' e stratificati, sebbene Holmes, la cui produzione è assolutamente decisiva, abbia optato principalmente per soluzioni analogiche. Il risultato finale ricorda molte cose della MadChester danzereccia e dei Primal Scream in particolare (vi è anche una certa anima blues tipica della band di Bobby Gillespie), ma con un tocco maggiore di psichedelia e qualche rimando ai '60s.



Densità di qualità: cominciamo subito con i paragoni 'famigliari', perché non ci pare un caso che il marketing discografico abbia fatto uscire gli album dei fratelli Gallagher con tempistiche così ravvicinate. 'Who Built The Moon?' è l'esatto opposto di 'As You Were': laddove Liam ha giocato in difesa, affidandosi a un produttore ultra-pop e rimanendo nel recinto del rassicurante e già (ampiamente) sentito, Noel osa, e realizza finalmente un LP 'diverso' da quelli da lui scritti negli ultimi 20 anni. L'apporto di David Holmes è stato, come dicevamo, importantissimo per far diventare un disco firmato "Noel Gallagher's High Flying Birds", finalmente, degno di interesse. Il produttore ha costruito una sorta di personale wall of sound per ciascuna di queste canzoni, che rende (possa piacere o no) il suono di quest'album assolutamente caratterizzante. Noel l'ha seguito con una scrittura mai così 'solare' (a volte pure troppo, come nel singolo 'Holy Mountain') e certamente più ispirata rispetto alle due prove precedenti ('She Taught Me How To Fly', 'Black & White Sunshine', 'If Love Is The Law'). Gli ottimi musicisti coinvolti (tra cui Paul Weller e Johnny Marr) danno sicuramente un ulteriore apporto. Unico rammarico sono un paio di brani che, nonostante l'abile produzione, rimangono un po' troppo scontati nella composizione, al limite dell'esercizio di stile (il succitato singolo e 'Keep On Reaching'). Insomma, non siamo di fronte a un potenziale disco dell'anno, ma di certo è una prova che ci fa riconsiderare in positivo Noel Gallagher come musicista e autore.


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