Black Rebel Motorcycle Club: 'Wrong Creatures' (2018)
Vagrant

Voto: 7/10

Black Rebel Motorcycle Club: 'Wrong Creatures' (2018)

"Dopo tutto quello che è loro successo, siamo felici di rivederli belli saldi in sella"

di Sergio Appiani

Segni particolari: i BRMC, nel lontano 2001, si conquistarono fama e riconoscimenti grazie al loro omonimo debut album che li collocò al centro dell'attenzione grazie alla loro abilità nel fondere rock 'n' roll e psichedelia ad atmosfere più cupe riconducibili alla corrente shoegaze, e in modo particolare ai britannici Jesus And Mary Chain. Con i loro giubbotti di pelle e un nome preso da una banda di motociclisti che scorazzavano nel film del 1953 'The Wild One' (con protagonista Marlon Brando), la band californiana approda all'ottavo album non senza imprevisti ed avversità. 'Wrong Creatures' viene infatti alla luce dopo una lunghissima gestazione, non certo dovuta alla pigrizia dei tre: la rara malattia che ha colpito la batterista Leah Shapiro, con conseguente delicata e costosa operazione al cervello (i 33.000 dollari necessari sono stati raccolti grazie ad un crowdfunding), ha costretto la band ad una inattività forzata. Anche Been, con i suoi problemi di depressione, nel frattempo non si è di certo divertito.



Ingredienti: se dovessimo dare una qualche importanza alle cartelle cliniche e alla loro influenza sull'umore compositivo di un'artista, avremmo scommesso su una serie di brani di carattere introspettivo e densi di cattivi presagi. Il pezzo strumentale di apertura 'DFF' (un minuto e 54 secondi di suoni cupi e tribali) ci avrebbe fatto quindi incamminare gioiosi al ritiro della vincita. Se la versione reale dura ben otto minuti e mezzo (parola di Been), il taglio è ben riuscito, lasciatecelo dire, poiché ci anticipa l'ascolto delle rimanenti undici canzoni. Quasi un'ora di garage punk (il singolo 'Little Things Gone Wild'), psichedelia che s'intreccia allo shoegaze ('Calling Them All Away'), brucianti sonorità made in Jesus And Mary Chain ('Spook' e 'King of Bones'), richiami a Lou Reed (l'arrancante ballata 'Echo') e chitarre psichedeliche impertinenti e irriverenti ('Question of Faith'): tutto il repertorio BRMC ci viene riproposto, mentre la lenta 'Ninth Configuration', con i suoi quasi 7 minuti, ci trasporta verso suoni familiari, tra l'eterna 'Champagne Supernova' e i Suede di 'Pantomine Horse'. Non manca un salto al Luna Park ('Circus Bazooko') dove i motociclisti ribelli ci sorprendono con un walzer psichedelico, addirittura angosciante e con quel cantato che sa tanto di Madchester.

Densità di qualità: 'Wrong Creatures' è un album che non delude. Ci sono buone idee, i pezzi si sviluppano in modo interessante e la chitarra di Hayes non è mai banale. I testi sono semplici e poco profondi, non possiamo negarlo, ma questo è il rock 'n' roll e i BRMC, è bene ricordarlo, si vestono di pelle nera: dopo tutto quello che è loro successo, siamo felici di rivederli belli saldi in sella.


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