Glen Hansard: 'Between Two Shores' (2018)
Anti-

Voto: 7/10

Glen Hansard: 'Between Two Shores' (2018)

"Una sorta di limbo sonoro che non porta alla realizzazione di una completa metamorfosi"

di Danilo Nitride

Segni particolari: classe 1970, Glen Hansard è un cantautore irlandese, un Dubliner per la precisione, già leader della band The Frames, che nell’ultimo decennio ha collezionato un Oscar come miglior canzone (2008), vinto per il pezzo 'Falling Slowly' scritto insieme alla compagna (?) Markéta Irglovà per il film 'Once'; pubblicato un disco per il duo (composto con la Irglovà) The Swell Season, e due dischi da solista ('Rhythm And Repose', ' Didn’t He Ramble'). Musicista itinerante prestato al cinema in più occasioni, nel live trova la sua personalissima dimensione (qualcosa ne sa Eddie Vedder).

Ingredienti: il terzo album da solista di Hansard coincide con la parziale uscita dai canoni compositivi a cui ci aveva abituato nei suoi lavori precedenti, caratterizzati da sonorità più introspettive ed intimiste. Un songwriting che si confronta con mondi musicali diversi, talvolta più energici, come nel caso dei richiami al rock ’n’ soul e al rock ’n’ blues di Springsteeniana memoria.



Densità di qualità: Il disco parte in maniera accattivante, 'Roll On Slow' ha un groove raramente sentito nella discografia di Hansard, chitarre e fiati si intrecciano creando armonie atipiche per il cantautore irlandese, ma che ben si amalgamano con il suo caldo timbro vocale. Stesso discorso si ripropone per 'Wheels On Fire' a cui bisogna aggiungere una leggera psichedelia dettata da un certo utilizzo delle tastiere ed un ritornello ("Your wheels on fire / Your one desire / Is to roll and rule over everyone [..]") che non fatica ad entrare nelle grazie dell’ascoltatore. L’apporto innovativo, però, finisce qui, il Nostro non osa completamente, rimanendo in una sorta di limbo sonoro che non porta alla realizzazione di una completa metamorfosi. Non che questo faccia perdere qualità all’intero disco, ma rappresenta, comunque, un’evoluzione lasciata un po’ incompiuta. Le ballate che seguono, tra cui su tutte 'Wreckless Heart', 'Setting Forth' e la finale 'Time Will Be The Healer', sono tipiche espressioni del canzoniere di Hansard, melodie e testi melanconici dal forte taglio intimista, che cercano di lenire le ferite arrecate dalla fine di una storia d’amore. 'Between Two Shores', nonostante tutto, ci consegna un Hansard maturo e consapevole delle proprie potenzialità (non a caso questo LP è stato prodotto in solitaria dal cantautore irlandese).


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