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Elio e le Storie Tese:
Studentessi
ANNO: 2008
ETICHETTA:
Hukapan
"Risate meno assicurate rispetto ai 'tempi d'oro' ma qualità indiscutibile e qualche frecciatina politica in più: Frank Zappa osserva e sorride benevolo" |
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il giudizio di indie-rock.it: |
         8/10 |
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GENERE: rock eclettico demenziale.
PROTGONISTI: Elio (voce), Rocco Tanica (tastiere), Cesareo (chitarra), Faso (basso), Jantoman (tastiere elettroniche e computerizzate) e Christian Meyer (percussioni), più una pletora di cantanti ospiti (tra cui Antonella Ruggiero, Giorgia, Irene Grandi, l'immarcescibile Mangoni e il compianto Feiez), narratori ospiti (tra cui Maurizio Crozza e Guido Meda) e musicisti ospiti (con Demo Morselli sopra tutti ad occuparsi degli arrangiamenti dei fiati).
SEGNI PARTICOLARI: sesto album per la band milanese dopo un attesa di 5 anni (e innumerevoli live pubblicati) dall'ultimo 'Cicciput' (uscito nel 2003), totalmente autoprodotto e distribuito con l'innovativa partecipazione del gruppo Repubblica/Espresso (che ha permesso di trovare in edicola l'album al prezzo popolare di 15€). Risate meno assicurate rispetto ai 'tempi d'oro' ma qualità indiscutibile e qualche frecciatina politica in più: Frank Zappa osserva e sorride benevolo.
INGREDIENTI: rock, pop, dance, prog, metal, latin, afro con un po' di elettronica e tanto talento a fare da collante. Il citazionismo continuo, voluto ed esasperato, presente in ogni traccia senza questa lucidità compositiva avrebbe potuto essere la rovina del disco e invece è la carta vincente di un'opera di 80 minuti che brilla inaspettatamente per omogeneità, quasi (come dichiarato dalla band) si trattasse di un concept album, senza peraltro stancare neppure dopo ascolti ripetuti.
DENSITA' DI QUALITA': trovare dei difetti a un disco degli Elii è sempre difficile, se non impossibile, sommersi da una tale cura nei dettagli (non per caso l'album è frutto di cinque anni di lavoro di composizione e rifinitura che solo un'autoproduzione si può ormai permettere), da continue variazioni che a tratti disorientano e dal virtuosismo innegabile. Al di là di qualche canzone più debole (vedi 'La Risposta Della Architetto' e 'Tristezza') la qualità del disco è sempre piuttosto alta e il gioco di citazioni che si svela poco alla volta arricchisce ogni ascolto. Quello che forse manca a quest'album sono un paio di pezzi davvero devastanti come quelli che hanno fatto agli esordi la fortuna del Complessino (vedi alla voce 'John Holmes'). I fan non rimarranno delusi, ma, pur confermando il talento di Elio & soci, manca quel guizzo di genialità innovativa che faccia gridare al capolavoro. E' innegabile anche come la vena cabarettistica sia stata un po' addomesticata e le trovate siano generalmente meno volgari e più cerebrali rispetto a quanto d'abitudine. L'unica vera novità è la comparsa di accenni politici più (vedi 'Il Congresso Delle Parti Molli') o meno (vedi sotto) velati che spingono il lavoro ancora più vicino a quello di Zappa, artista a cui la band ha sempre sottolineato di ispirarsi e che impreziosiscono il tutto garantendo un'ennesima chiave di lettura.
VELOCITA': molto varia, dal rock alla Led Zeppelin alla disco.
TESTO: "Sedicimila firme, niente cibo per Rocco Tanica / Ma poi il bosco l'hanno rasato mentre la gente era via per il ponte / Se ne sono battuti il cazzo, ora tirano su un palazzo / Han distrutto il bosco di Gioia questi grandissimi figli di Troia.", da 'Parco Sempione'.
LA DICHIARAZIONE: Il Complessino al Quotidiano Nazionale: "E' sotto gli occhi di tutti che nella musica c'è una crisi di creatività: si tende a fare delle fotocopie e a produrre dischi un tanto al tocco. Vogliamo far vedere che le nostre fotocopie sono più varie."
IL SITO: non solo 'Elioelestorietese.it', ma anche 'Tonsilletolte.com'.
Alberto Maria Saibene |
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