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Uh Huh Her:
Common Reaction
ANNO: 2008
ETICHETTA:
Nettwerk
"Un debutto dal un suono speziato di altre influenze, ma aromaticamente così definito da stupire già al primo ascolto" |
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il giudizio di indie-rock.it: |
         8/10 |
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GENERE: electro-sexy-indie-pop.
PROTAGONISTI: Camila Grey (voce, multistrumentista) e Leisha Hailey (basso, tastiere, backing vocals).
SEGNI PARTICOLARI: combo inaspettato di una versatile produttrice/cantautrice dell'underground losangelino (Camila) con un'altrettanto versatile attrice (Leisha, già nel cast della serie tv 'L Word' e in precedenza bassista di varie band underground). Al lancio del loro EP, le due avevano già fatto registrare sold-out in patria e nel prestigioso Shepherd's Bush Empire di Londra nel Marzo 2008.
INGREDIENTI: metti insieme 2 parti di Goldfrapp, 1 parte del carisma di Melissa Auf Der Mar, 1 parte di fascinazione elettronica in stile Ladytron e mixa bene con un cantato languido - ma mai gattamortaro - come solo Nina Persson al suo top. Et voilà! Da gustare bene fino in fondo per il sapore che proprio non ti aspetti.
DENSITA' DI QUALITA': il primo giudizio sulle Uh Huh Her nasce immediato alla lettura del nome che il duo losangelino s'è scelto. OK, una citazione bella e buona di un disco di PJ Harvey... Ma come diavolo si pronuncia? Accantonato il dubbio linguistico - lecito per il popolo di questa sponda dell'Oceano - ne emerge subito un altro: di Polly Jean, dentro le 11 tracce di questo Common Reaction, non c'è pressoché nulla. Il produttore Al Clay (già con Pixies e Blur) si è inventato con le due ragazze un suono speziato di altre influenze, sì, ma aromaticamente così definito da stupire già al primo ascolto. L'iniziale 'Not A Love Song' - oltre che primo singolo - è già una chiara dichiarazione d'indi(e)pendentismo di pensiero e musicale, dove la voce rotonda di Camila avvolge e accende una ritmica incalzante e acida. Il sarcasmo diventa voyeurismo e sensualità sfacciati in 'Explode', dove le voci delle due ammiccano un "I wanna touch you, I'm a lonely girl... Why don't you pay if you wanna go down". La sintesi perfetta dell'album è già tutta nella triade iniziale, che, oltre ai due episodi già citati, si conclude con 'Wait Another Day', 4 minuti pulsanti e delicati, una canzone d'amore a tutti gli effetti, si dirà, che però evita di scadere in qualsiasi melenso cliché, proprio grazie alla base analogica in crescendo. Tutte le canzoni - dalla splendida 'Say So', passando per la title-track - sono gemme vibranti sulle relazioni umane e urbane, sospese tra il masochismo romantico (sempre in 'Wait Another Day': "I will wait to love you, i'll wait another day") e il voyeurismo più smaccato, unendo sapientemente il gusto dell'elettronica soft all'architettura melodica della classic love song (come in 'Everyone', con una forte impronta a-là Cocteau Twins). Un debutto più che positivo, limitato solo all'allentamento di un paio di episodi nel finale.
VELOCITA': slanci pulsanti di ritmiche elettro-acide alternati a più lunghi e languidi tappeti di suoni e cantato.
IL TESTO: "You may waste no time, dear, but you can't waste mine ", da 'Not A Love Song'.
LA DICHIARAZIONE: Camila Grey dopo il sold-out di Londra: "We’d be lying if we said we didn't want to see it go as far as it can..."
IL SITO: 'Myspace.com/uhhuhhermusic', 'Uhhuhher.com'.
Chiara Fracassi |
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