GENERE: indie-pop.
PROTAGONISTI: Mark Hamilton (voce, chitarra), Kenna Burima (piano, cori), Michael Gratton (basso), Annalea Sordi (fisarmonica, flauto, cori), Daren Powell (batteria), Peter Moersch (chitarra elettrica, cori), Foon Yap (violino), Aimee-Jo Benoit (voce, cori).
SEGNI PARTICOLARI: terzo album per il collettivo capitanato da Mark Hamilton, il cui titolo in tedesco (che significa "I musicisti della città"), deriva da una riflessione del cantautore sulle origini dei propri nonni materni, una coppia austro-tedesca emigrata in Canada quando la madre di Mark aveva 7 anni.
INGREDIENTI: sarebbe sbagliato considerare i Woodpigeon una band folk. Per definizione, il folk nasce dall'utilizzo di una strumentazione minimale, esattamente l'opposto di quanto si dota la band canadese. Lo si intuisce già dal numero dei suoi membri, ben otto, e soprattutto ascoltando le canzoni, che hanno spesso e volentieri aperture orchestrali e ancora più spesso e volentieri sono costruite sul canto corale. Inoltre, il gusto della melodia è prettamente indie-pop, e ricorda un'istituzione americana come i Decemberists. Approcciare 'Die Stadt Muzikanten' come disco pop è dunque fondamentale per comprenderne la bellezza.
DENSITÀ DI QUALITÀ: i Woodpigeon non sono mai parchi nella loro produzione: in un momento storico in cui sono sempre più frequenti LP di 8-9 pezzi, loro superano sempre abbondantemente la dozzina, e se i primi due capitoli dell'avventura musicale di Mark Hamilton e soci avevano 14 tracce, qui si sale a 16 (ghost-track compresa). E come in 'Treasury Library Canada' di due anni fa, la lunga durata della proposta non ha cali a livello qualitativo. Al contrario, è un continuo susseguirsi di picchi creativi. Hamilton a questo giro punta tantissimo sull'immediatezza melodica, che non è da confondere con semplicità o banalità: tutti i brani dei Woodpigeon sono costruiti con una ricca strumentazione, fondamentale nell'economia di un suono pieno ma mai sopra le righe. In questo modo, le eccezionali armonie, vero punto di forza delle canzoni di questo disco, possono avere la centralità che meritano: concentrare tre brani praticamente perfetti come 'Woodpigeon vs. Eagleowl (Strength in Numbers)', 'Empty-Hall Sing-Along' e 'My Denial In Argyle' nei primi 5 non è da tutti, posto che anche il resto non è certo un riempitivo. Per i Woodpigeon tutto sembra estremamente semplice sotto qualsiasi registro, sia che si punti sul crescendo corale e/o orchestrale ('Such A Lucky Girl', 'Redbeard', '...And as the Ship Went Down, You'd Never Looked Finer'), sia che si opti per il minimalismo strumentale ('Unmissable Grey, Mixed Paint', 'Spirehouse'), sia che si torni alla ricerca della pop-song perfetta ('Duck Duck Goose'), oppure quando tutto questo è sapientemente miscelato ('The Street Noise Gives You Away', musicalmente il brano più eclettico e artisticamente interessante). Per questo e una serie di motivazioni decisamente folta e concreta quanto le canzoni qui presenti, è tempo di includere anche i Woodpigeon nella lista dei grandi collettivi canadesi.
VELOCITÀ: ben 70 minuti di durata che passano come se fosse un quarto d'ora, tanto belle sono queste canzoni.
IL TESTO: non segnaliamo tanto un testo, quanto un titolo: 'Our Love Is As Tall As The Calgary Tower' è quanto di più efficace per definire una solida relazione amorosa.
LA DICHIARAZIONE: Mark Hamilton: "Questo disco è allo stesso tempo molto più ricco e molto più esiguo rispetto ai precedenti."
IL SITO: 'Woodpigeon-songbook.com', da dove si può ascoltare questo LP in streaming.
Cristiano Gruppi |
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