GENERE: mathcore, hardcore.
PROTAGONISTI: vengono da Shieffield, UK, come gli Artic Monkeys (anche se non sono proprio la stessa cosa) i cinque ragazzi che formano i Rolo Tomassi: Edward Dutton (batteria), Joe Nicholson (chitarra), Eva Spence (voce), James Spence (synth), Joseph Thorpe (basso).
SEGNI PARTICOLARI: dopo essersi fatti conoscere con demo ed EP fra il 2005, anno della loro formazione, e i primi mesi del 2008, i Rolo Tomassi pubblicano il 22 settembre 2008 'Hysterics': questo primo album fa rivela i Rolo Tomassi come una delle band più interessanti e innovative della scena hardcore (e non solo) attuale. Dopo un altro EP, dal titolo 'End Hysterics', e due split con altrettante interessanti realtà come i Throats e i Cancer Bats, ecco arrivare l'atteso secondo album, 'Cosmology'.
INGREDIENTI: parlare di hardcore sarebbe piuttosto riduttivo, rischiando di far poi inferocire i puristi del genere nel momento in cui venissero in contatto con i synth del buon James o con i (piuttosto rari) barlumi di candore nella voce della sorellina Eva. Sì, perché la caratteristica che fa emergere dal coro i Rolo Tomassi è, nome orribile a parte, il mischiare l'hardcore più spinto con l'elettronica, e una voce femminile che sa passare dal grind a toni a ben più soavi. Rispetto al lavoro precedente, 'Cosmology' appare più maturo, e con una capacità di stupire davvero notevole. E gradevole.
DENSITÀ DI QUALITÀ: fortunatamente è già da un qualche anno che i Rolo Tomassi sono sulle scene, e quindi possiamo entrare nel merito del disco senza soffermarci troppo sul come può un 'contenitore' carino come Eva Spance produrre quei suoni dalla propria gola. L'album si apre con un intro atto a creare la giusta tensione nell'ascoltatore. Già visto? Un po'. La vera partenza a 400 all'ora con 'Agamemnon' è una scelta comprensibile, ma il brano non si discosta dalla tradizione hardcore se non per un leggero synth in sottofondo. Il livello si alza decisamente con la breve (ma è proprio il caso di dirlo, intensa) 'House House Casanova'. Anche qui non ci si sposta troppo dall'hardcore nudo e crudo, ma la perfetta esecuzione (soprattutto) della parte ritmica tiene alto l'onore dei Rolo. È il turno del singolo di lancio del disco, ovvero 'Party Wounds': l'incrociarsi di voci dei due Spence rende il brano particolarmente intrigante, avvicinandoli allo stile degli Enter Shikari, ma con più grind e meno techno. E si iniziano a vedere quei cambi di direzione che renderanno molto più interessante la seconda parte del disco. La qualità dell'album, e il perché sia così repentinamente balzato all'attenzione di mezza Europa, si evince pienamente in 'Unromance', un esempio di quello che potrebbe essere definito come "prog-core", con una serie di variazioni repentine ma allo stesso tempo mai forzate, che riescono ad allontanare di chilometri la logica post-beatlesiana di strofe e ritornelli. La stessa linea viene seguita per 'French Motel', altro brano potente ma che mette anche in luce l'ottima tecnica dei ragazzi di Shieffield. Non entusiasma troppo il finale growl, ma giustamente il metal non può mancare fra le influenze dei Rolo Tomassi. Due ottimi brani che portano a 'Kasia', forse il capolavoro del disco. Si sentono tutte le influenze del gruppo: si passa da melodia pura a cantato growl, l'elettronica non è più sottomessa alle enormi chitarre di Joe ma crea un binomio perfetto disattendendo sempre le aspettative dell'ascoltatore che crederà invano di sapere cosa succederà il secondo successivo. 'Sakia' non è semplicemente il suo anagramma, ma ne riprende in parte lo stile, anche se stavolta la riuscita è un pochino inferiore. 'Tongue In Chic' si apre con 80 secondi di hardcore tradizionale, per poi trasformarsi in un intreccio di melodie elettroniche e non contornando la voce di Eva che sovrasta questo splendido tappeto. Tutto ciò fa pensare se forse il prossimo passo sarà quello di lasciare un po' di spazio al cantato rispetto al grind: sono proprio questi infatti i momenti che trasformano i Rolo Tomassi in una band a 360°. Ed è proprio la title-track, la splendida 'Cosmology', a dare credito a questa teoria. Non è forse un caso che il disco parta con tracce brevi e fondate su pura potenza per spostarsi poi verso sonorità diverse ed esperimenti che culminano con i quasi 8 minuti del brano finale, dove i Rolo Tomassi danno modo di confermare tutti i pareri positivi esprimibili a loro riguardo.
VELOCITÀ: il disco si divide a metà fra hardcore a 200 km/h e divagazioni prog con una velocità spesso variabile, ma non per questo l'intensità diminuisce, anzi acquista un valore aggiunto che rende la band unica nel suo genere.
IL TESTO: "What did you want to learn? A scale of notes that could drown out the world, or put off what's been on your mind?" ("Cos'hai voluto imparare? Una scala di note che potesse far annegare il mondo, o tirare fuori cosa c'era nella tua testa?"), da 'Party Wounds'.
LA DICHIARAZIONE: in un'intervista prima del Download Festival, viene chiesto a Edward se considera i Rolo Tomassi come una band hardcore: "Potrei decisamente classificarci come band hardcore per quanto riguarda la mentalità, non lo stile. Non siamo un classico gruppo hardcore e non lo saremo mai."
IL SITO: 'Myspace.com/rolotomassi'.
Francesco Caprai |
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