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Wild Nothing: Gemini
Wild Nothing:
Gemini


ANNO: 2010
ETICHETTA: Captured Tracks

"Ci regala senz'altro alcuni brani che sarebbe davvero un peccato perdersi"
  il giudizio di indie-rock.it: 7/10
GENERE: indie-dream-pop.

PROTAGONISTI: Jack Tatum.

SEGNI PARTICOLARI: Wild Nothing è la creatura di Jack Tatum, qui all'esordio sulla lunga durata dopo qualche anno di apprendistato piuttosto sterile.

INGREDIENTI: la musica contenuta in 'Gemini' guarda principalmente all'indie-pop chitarristico di matrice Sarah Records (e quindi Field Mice in primis), arricchito da inserti elettronici nostalgici del synth-pop anni '80 (ma senza andare troppo lontano basterebbe citare l'operazione simile compiuta quest'anno dai Radio Dept.), in un'atmosfera trasognata e malinconica non molto distante dai paradisi dreamy dei Cocteau Twins. Tatum unisce il tutto in composizioni timide e delicate, dall'indubbio fascino evocativo.

DENSITÀ DI QUALITÀ: il disco è molto piacevole e scorrevole, ma ha il difetto di cedere un po' dopo diversi ascolti, anche a causa dei soliti riempitivi che non mancano mai in lavori di questo genere. Eppure all'inizio si poteva quasi gridare al miracolo: il trio iniziale, con l'eterea 'Live In Dreams', il ritmo spedito e orecchiabile à la Pains Of Being Pure At Heart di 'Summer Holidays' e e l'incedere sognante di 'Drifter' lasciava presagire un disco che sarebbe potuto andare oltre il solito indie-pop piacevole ma passeggero. E invece il disco prosegue con qualche intoppo, come la noiosa 'Pessimist', l'electro-pop ripetitivo di 'Bored Games' o la freddezza inconcludente di 'The Witching Hour'. Piace, però, notare che Tatum sia anche in grado di scrivere perle come 'Oh, Lilac' (con echi di Atlas Sound), 'Chinatown' (spassoso collage-pop su uno sfondo che pare allestito da Dan Deacon), o la title-track 'Gemini', fumosa e atmosferica riproposizione di certo post-punk anni '80. Il resto, la sfuggente 'Confirmation', la dark-wave Jesus & Mary Chain di 'My Angel Lonely' e l'incalzante 'Our Composition Book' costituiscono un degno contorno ad un disco che poteva essere davvero memorabile, e che invece può ritagliarsi solo un piccolo spazio in mezzo all'infinita marea di uscite discografiche. Sicuramente Tatum può fare il colpaccio a breve: bisogna puntare su una melodicità più incisiva e sopratutto su strutture musicali più personali e decise. Intanto 'Gemini' ci regala senz'altro alcuni brani che sarebbe davvero un peccato perdersi.

VELOCITÀ: disco piuttosto lento e riflessivo.

IL TESTO: "Our lips won't last forever / and that's exactly why / I'd rather live in dreams / and I'd rather die", da 'Live In Dreams'.

LA DICHIARAZIONE: “Sono felice di ciò che ho fatto finora, ma ora sono pronto per esplorare nuovi territori musicali”.

IL SITO: 'Myspace.com/wildnothing'.

Gioele Sforza
 
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