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Blitzen Trapper: Destroyer Of The Void
Blitzen Trapper:
Destroyer Of The Void


ANNO: 2010
ETICHETTA: Sub Pop

"Non è un disco brutto, ma si ha la fastidiosa sensazione di ascoltare qualcosa di già sentito"
  il giudizio di indie-rock.it: 6/10
GENERE: progressive folk-rock.

PROTAGONISTI: Eric Earley (chitarra, voce), Erik Menteer (chitarra, tastiere), Brian Adrian Koch (batteria), Michael VanPelt (basso), Drew Laughery (tastiere), Marty Marquis (chitarra, tastiere, voce).

SEGNI PARTICOLARI: quinto LP per la band di Portland, a due anni di distanza da 'Furr' e a uno dall’EP 'Black River Killer'.

INGREDIENTI: gli anni floridi del progressive sono andati via da un pezzo. Ma c’è ancora chi vuole riportare nel presente quello spirito, meglio ancora se stemperato da fascinazioni folk e country. I Blitzen Trapper sono tra questi. In 'Destroyer Of The Void' quest’intenzione è più che mai evidente: 12 composizioni sospese tra un barocchismo prog à la Yes e malinconie folk anni '60-'70, tutto sotto un’atmosfera molto spensierata e poco 'impegnata'.

DENSITÀ DI QUALITÀ: la title-track 'Destroyer Of The Void' è il brano più ambizioso, una mini-suite barocca con vari cambi di ritmo (non totalmente efficace, però, a causa di vari 'vuoti' strumentali), mentre dal punto di vista melodico ben riuscite sono la beatlesiana 'Heaven And Earth' e 'Love And Hate', con una divertita (e divertente) coralità anni settanta. La band si cimenta anche in territori country alla Crosby ('Below The Hurricane'), atmosfere crepuscolari ('The Man Who Would Speak Time') e folk dai toni più mossi ('Laughing Lover', 'Evening Star', 'Lover Leave Me Drowning'). Ma sono pochini i momenti davvero significativi, quelli in cui il gruppo dimostra di avere una personalità. Non è un disco brutto, assolutamente. Ma per tutto il corso dell’album si ha la fastidiosa sensazione di ascoltare qualcosa di già sentito e poco originale. I Blitzen Trapper dimostrano anche di avere una buona scrittura in fase di arrangiamento, ma tutto scorre fin troppo liscio, con pochi colpi ad effetto. E il risultato è qualcosa che in fondo lascia poco e nulla.

VELOCITÀ: piuttosto equilibrata e fluida.

IL TESTO: “There is a love that sleeps inside the canyons of our deepest dreaming lives”, da 'Heaven And Earth'.

LA DICHIARAZIONE: “Essere in questo gruppo vuol dire lavorare, viaggiare, scrivere, meravigliarsi di ciò che c’è dopo e non importarsene di dove porta la strada", dichiara Eric Earley a 'The Line Of Best Fit'.

IL SITO: 'Blitzentrapper.net'.

Gioele Sforza
 
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