13 in cui crederci: nuove band per il 2021


Ormai entrati nel nuovo anno, è tempo di organizzarsi per non perdersi nulla di quanto di buono ci potrà portare. Oltre ai dischi di chi ha una certa notorietà, arriveranno anche quelli di chi ancora deve farsi conoscere. Per fare sì che non ve li perdiate, proviamo a darvi qualche dritta su alcuni nomi emergenti da tenere d’occhio (a fondo pagina c’è la playlist di Spotify).


Alfie Templeman 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

Sebbene ancora minorenne (farà i 18 il 26 gennaio), Alfie Templeman è stato una sorta di eterna promessa per tutto l’ultimo triennio di pop-rock britannico. I suoi primi singoli risalgono addirittura al 2017, quando di anni ne aveva appena 14, ma le prime pubblicazioni di una certa consistenza sono stati gli EP del 2019, ‘Don’t Go Wasting Time‘, e del 2020, ‘Happiness in Liquid Form‘. Nel 2021 potrebbe finalmente arrivare il momento dell’agognato album d’esordio: del disco dovrebbero fare parte gli ultimi singoli, ‘Shady‘ e ‘Forever Isn’t Long Enough‘, che lo hanno avvicinato ancora di più alla definizione di “indie-R&B” da lui stesso coniata.


Anna B Savage 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

È certamente un cantautorato di maggior spessore e personalità quello proposto da Anna B Savage, anche se soltanto con pubblicazioni sulla corta distanza. Non bisognerà attendere molto, però, per una prima prova su quella lunga: ‘A Common Turn‘, il suo LP di debutto, uscirà per City Slang il prossimo 29 gennaio. Ci sono voluti ben 5 anni per prepararlo, dopo che il suo primo (e sinora unico) EP, pubblicato nel 2015, attirò l’attenzione di illustri colleghi come Father John Misty e Jenny Hval, che si affrettarono a ingaggiarla per farle aprire i rispettivi tour. Quella della Savage è una ricerca della perfezione evidente nei quattro estratti già di pubblico dominio (‘Corncrakes‘, ‘Dead Pursuits‘, ‘A Common Tern‘, ‘Chelsea Hotel #3‘), che ne mettono in risalto eclettismo e doti vocali, ereditate da genitori entrambi cantanti d’opera.


Black Country, New Road 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

Considerato che i brani ad oggi disponibili all’ascolto sono soltanto due (‘Science Fair‘ e ‘Sunglasses‘), ha dell’incredibile quanto si sia parlato dei Black Country, New Road per tutto il 2020. Un concerto in Italia era addirittura già in calendario molto prima che si sapesse dell’uscita del loro primo album, ‘For The First Time‘, che diverrà di pubblico dominio da venerdì 5 febbraio grazie a Ninja Tune. A tal proposito, il fatto che un’etichetta a forte propensione elettronica abbia insistito per metterli sotto contratto, la dice lunga sulla considerazione che questa atipica band può vantare tra gli addetti ai lavori. Il suono dei sette ragazzi londinesi è molto poco prevedibile e classificabile: si potrebbe taggare come post-rock, ma nelle loro composizioni sperimentano parecchio, anche con inserti jazz e un carismatico spoken-word.


Claud 🇺🇸

21enne originaria della periferia di Chicago, Claud Mintz è il primo signing importante per la Saddest Factory, la neonata etichetta fondata da Phoebe Bridgers. Il 12 febbraio uscirà il suo LP d’esordio, ‘Super Monster‘, che segue l’EP del 2019, ‘Sideline Star‘, e quello dell’anno prima, quando militava in un duo chiamato Toast. Il suo bedroom-pop di grande impatto melodico è già stato, dunque, ampiamente anticipato nel corso di questi due ultimi anni, in particolare con i singoli più recenti, ‘Gold‘ e ‘Soft Spot‘, che faranno parte della scaletta dell’atteso debutto.


Cleopatrick 🇨🇦

Come si può teneramente evincere dalle immagini di copertina dei loro singoli, Ian Fraser e Luke Gruntz sono amici sin dall’infanzia, quando nella cittadina di Coburg, Ontario, cominciarono ad ascoltare ininterrottamente i dischi degli AC/DC. La passione per il rock duro e puro li ha portati a fondare i Cleopatrick, oggi un ruvido duo che pare il perfetto anello di congiunzione tra Japandroids e Royal Blood. Con tale moniker pubblicano singoli ed EP dal 2016; tra di essi c’è un brano intitolato ‘Hometown‘ con il quale, nel 2017, ottennero un diffuso successo radiofonico. Il 2021 potrebbe invece essere l’anno giusto per il loro album di debutto, di cui dovrebbe far parte il recente singolo ‘Good Grief‘.


Do Nothing 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

Anche dei Do Nothing si è parlato per tutto il 2020, soprattutto per un ottimo EP, ‘Zero Dollar Bill‘, uscito lo scorso aprile. Cinque brani che hanno messo tutti d’accordo sul fatto che la loro formula, un mix di post-punk, art-rock e punk-funk, sia ormai matura per palcoscenici più grandi rispetto a quelli calcati sinora. Il salto di qualità definitivo arriverà probabilmente con il primo LP, che sembrerebbe poter giungere quest’anno. Anche perché con un’etichetta personale già in attività (la Exact Truth), il quartetto di Nottingham può procedere con celerità alla pubblicazione. Il recente singolo ‘Glueland‘ dovrebbe, peraltro, esserne un’anticipazione.


Dry Cleaning 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

Narra la leggenda che tre dei quattro componenti dei Dry Cleaning si conobbero a un karaoke-party in cui si misero a cantare le canzoni dei Deftones. Vero o falso che sia, quella sera partì la costituzione di una band che fa parlare di sé già da un paio d’anni: gli EP del 2019, ‘Sweet Princess‘ e ‘Boundary Road Snacks And Drinks‘ si sono guadagnati un bel po’ di feedback positivi, e li hanno portati a firmare un contratto con la prestigiosissima 4AD. Definiti toppo frettolosamente post-punk, i Dry Cleaning propongono in realtà un alternative-rock dalle molteplici influenze. Nel recente singolo ‘Scratchcard Lanyard‘, per esempio, si sentono parecchio i Pixies. Il brano sarà certamente nella tracklist del disco d’esordio, che dovrebbe giungere entro fine anno.


Editrix 🇺🇸

Sono un trio che punta diritto al sodo gli Editrix: lo si può intuire dall’unico brano attualmente disponibile su Spotify, ‘Chelsea‘, in cui le chitarre sono davvero abbondanti e distorte, e sotto le quali spunta la voce stridula di Wendy Eisenberg. In realtà, sul loro Bandcamp si può trovare anche l’EP ‘Talk To Me‘, e della frontwoman è uscito un album solista, ‘Auto‘, nel 2020. Si tratta di tutt’altro, però, rispetto al fragoroso grunge-punk che albergherà in ‘Tell Me I’m Bad‘, la cui uscita è prevista per il 5 febbraio tramite la lungimirante label Exploding In Sound.


Katy Kirby 🇺🇸

Cresciuta in un paesino del profondo Texas, Katy Kirby cominciò ad aver a che fare con la musica nel coro della chiesa locale. Fu trasferendosi a Nashville per ragioni di studio che poté allargare i propri orizzonti artistici, confrontandosi con musicisti veri e iniziando a scrivere le sue prime canzoni. Due di esse, ‘Cool Dry Place‘ e ‘Traffic!‘, sono i primi due estratti da un album di debutto, intitolato anch’esso ‘Cool Dry Place‘, che uscirà il 19 febbraio per la piccola etichetta texana Keeled Scales. Conterrà anche il vecchio singolo ‘Tap Twice‘ e altre 6 composizioni indie-folk/pop che ci auguriamo possano essere gradevoli quanto quelle già edite.


Patricia Lalor 🇮🇪

Non ha ancora finito la scuola dell’obbligo ma ha già 166.000 iscritti al proprio canale YouTube. È l’incredibile parabola artistica di Patricia Lalor, 15enne di Wexford, nel sud dell’Irlanda, che a 10 aveva già iniziato a postare video di sue cover. Tra di esse ha avuto particolare successo, anche nei confronti del suo autore, una di Hozier, ma i suoi gusti sono sempre stati più raffinati, essendosi occupata di rifare anche brani di Radiohead, Mac DeMarco e persino di Alex G. ‘This Is How We Connect, While You Stand So Tall‘, l’EP uscito a dicembre, contiene invece quattro sue composizioni originali, così ben scritte e arrangiate da sembrare l’opera di una musicista indie di almeno 10 anni più anziana. Un bedroom/dream-pop di cui, se è veramente tutta farina del suo sacco, non si potrà che continuare a seguire gli sviluppi.


The Lathums 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

Hanno aperto per Paul Weller e Blossoms e condotto un intero tour al sold out, e tutto questo già prima della pandemia. I Lathums sembrano essere il nuovo fenomeno di un certo alternative easy-listening britannico, certificato dall’inclusione (unica band rock) nella celeberrima lista della BBC denominata ‘Sound Of …‘. L’ultimo EP uscito a fine ottobre, ‘Ghosts‘, sembra porli a un incrocio tra i primi Arctic Monkeys, gli Hard-Fi e Jake Bugg. Nulla di così complesso dunque, ma tutto piuttosto gradevole all’ascolto, così tanto che i quattro ragazzi di Wigan sono stati messi sotto contratto dal gruppo Universal e che al loro album di debutto sta lavorando James Skelly dei Coral.


The Snuts 🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿

Un bel contratto con una major ce l’hanno anche gli scozzesi Snuts, anche loro decisamente orecchiabili e in probabile futura rotazione su diverse stazioni radio d’Oltremanica. Sono talmente in rampa di lancio che una loro canzone, ‘That’s All It Is‘, è entrata nella colonna sonora di ‘FIFA 21‘ e che il loro LP di debutto conterrà soltanto tre inediti: le altre 10 tracce, in un modo o nell’altro, sono tutte già state condivise. ‘W.L.‘, questo il titolo del disco, uscirà il 19 marzo per Parlophone Records (gruppo Warner), plasmato dall’esperta produzione di Tony Hoffer (Beck, M83, Phoenix, Belle And Sebastian).


TV Priest 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿

Dovevano essere una nuova promessa per il 2020 i TV Priest, ma poi la Sub Pop ha ascoltato il loro album d’esordio, ‘Uppers‘, e si è proposta come distributore. Così, la data di pubblicazione è stata spostata dal 13 novembre al 5 febbraio con contestuale diffusione di un altro estratto, ‘Decoration‘. Un pezzo che conferma la loro predilezione per quel post-punk tendente al punk che già ha avuto successo nelle versioni di Idles e Fontaines DC. Precedenti singoli come ‘This Island‘ e ‘Slideshow‘ garantiscono ulteriormente per la buona riuscita dell’operazione messa in atto dall’etichetta di Seattle.



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