Balthazar: ‘Sand’ (Play It Again Sam, 2021)

Genere: alt-pop | Uscita: 26 febbraio 2021

La ‘sabbia’ che dà il titolo al nuovo album dei Balthazar è quella della clessidra (a sua volta denominazione di una delle tracce, ‘Hourglass‘), metafora del tempo che scorre lentamente, della pazienza nell’attendere il momento propizio e della capacità di saper vivere il presente. È comprensibilmente un tema molto attuale dopo un anno di pandemia, distanziamento e quarantene, circostanze che hanno ovviamente influenzato anche la genesi del quinto album della band fiamminga: “Dovevamo lavorare a distanza e conversare elettronicamente piuttosto che in uno studio, è stata una maniera molto moderna di realizzare un album“, racconta Jinte Deprez, uno dei due frontman del gruppo.

Fortunatamente, la lavorazione di ‘Sand‘ è giunta nella fase di maggior brillantezza della carriera del quintetto, a seguito dell’ottima accoglienza ricevuta da ‘Fever‘ (2019), di cui questo disco è dichiaratamente la prosecuzione: “Quando abbiamo suonato dal vivo le canzoni di ‘Fever’, abbiamo avuto la sensazione di non aver spinto alcune cose abbastanza in là. Era la prima volta che usavamo così tanto dei groove. Spingendo un po’ di più, nuove canzoni hanno iniziato a sgorgare“, spiega l’altro singer/songwriter Maarten Devoldere in questa intervista. Ed è stata proprio l’assenza quella ‘prova’ live che ha verosimilmente mantenuto i nuovi pezzi così melliflui e carezzevoli, una manciata di tracce perfette per un after-party, se ancora ci fossero i party.

Permeati di funk, rhythm and blues e un po’ di jazz, le undici canzoni in scaletta sono coese e centrate come quelle del precedente LP, ma ancora più stilose e sexy, grazie anche all’ottimo lavoro su groove e percussioni. Deprez e Devoldere si sono comportati da veri e propri “producer“, come loro stessi si auto-definiscono nella press-release del disco, dando un suono estremamente caratterizzante a un’opera che ne tratteggia l’ennesima incarnazione. L’obbiettivo è decisamente raggiunto, perché pur essendo un album perfetto da ascoltare sul divano (‘On A Roll‘, ‘You Won’t Come Around‘, ‘Leaving Antwerp‘), ‘Sand‘ invita spesso e volentieri alla posizione verticale, e senza quasi accorgersene ci si potrebbe anche mettere a ballare, davanti a quel divano (‘Moment‘, Losers‘, ‘Linger On‘, ‘Hourglass‘). In un periodo storico in cui il chilling-out è sostanzialmente obbligato, ce lo si gusta parecchio un disco come questo, che prima di tutto rappresenta la conferma della classe di una band che, nonostante una provenienza geografica distante dalle fabbriche di hype anglo-sassoni, sta guadagnando meritatamente sempre più seguito.

VOTO: 🙂



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