Black Belt Eagle Scout: ‘At The Party With My Brown Friends’ (Saddle Creek, 2019)

Genere: dream-folk | Uscita: 30 agosto 2019

Qualche giorno fa si parlava di autenticità, autonomia e concreta attestazione di talento all’interno di un’opera musicale. A tal proposito, Katherine Paul alias Black Belt Eagle Scout capita a fagiolo: il suo album d’esordio di pochi mesi fa, ‘Mother Of My Children‘, scritto, registrato, suonato e prodotto in totale solitudine, è stato un plastico esempio di valore artistico aggiunto grazie alla scelta di operare in maniera completamente indipendente. Una rapida replica giunge meno di un anno dopo, con il secondo LP della cantautrice di fiera origine nativo-americana: anche ‘At The Party With My Brown Friends‘ è un disco lavorato dalla sola Katherine, concepito nella propria cameretta: “Suonare la chitarra nella mia camera da letto fa sembrare tutto migliore per me“, confida. L’auto-terapia ha avuto un evidente successo: se il disco precedente era incentrato sulla sofferenza data dalla perdita di una persona a lei molto vicina, il sophomore della Paul, pur continuando a trattare di relazioni umane, mostra un riacquisito ottimismo e una ritrovata felicità.

Le canzoni scritte da Katherine sono quanto di più personale possa esistere: mettono in gioco sentimenti, frustrazioni e pensieri propri della cantautrice, che non si cela dietro un personaggio di fantasia ma mostra se stessa senza alcun filtro. Non servono grandi orchestrazioni e orde di musicisti per trasmettere un empatico concetto di “amore, desiderio e amicizia“, come sottolinea la press-release della Saddle Creek, etichetta che per prima ha creduto nel suo talento, e che le ha dato gli strumenti per realizzare un disco certamente più curato e stratificato. ‘At The Party With My Brown Friends‘ è molto più delicato e morbido, e porta la voce della Paul a disegnare linee melodiche intime e sognanti, perfette nel descrivere la sua necessità di affetto. ‘My Heart Dreams‘ è a tal proposito indicativa, con la chitarra elettrica che si fa docile accompagnamento e non più una valvola di sfogo.

E’ dunque un sophomore che si emancipa distintamente dal primo LP, ma che allo stesso modo mostra le doti di compositrice e produttrice, e anche di cantante, di colei che si fa chiamare Black Belt Eagle Scout. Il crescendo di ‘Run It To Ya‘, il riff di ‘Going To The Beach With Haley‘, la tenera fragilità acustica di ‘You’re Me And I’m You‘ (dedicata all’amatissima madre) sono tante ispirate e autonome idee di cui i 35 minuti di questo disco sono pregni, e che hanno da dire molto di più di album ultra-prodotti che sorpassano l’ora di durata.

VOTO: 😀



Lascia un commento