Caribou: ‘Suddenly’ (City Slang, 2020)

Genere: indietronica | Uscita: 28 febbraio 2020

Nonostante un dottorato in matematica conseguito all’Imperial College di Londra con una tesi sui “simboli modulari sovraconvergenti di Siegel“, nel 2008 Dan Snaith girava i maggiori festival europei alternandosi tra chitarra e percussioni per suonare le canzoni di quello che era già il suo quarto album in carriera, ‘Andorra‘, uscito nel 2007 e vincitore del Polaris Prize 2008. Un disco quasi esclusivamente analogico ma dalle stratificazioni, soprattutto quelle ritmiche, molto complesse, tanto che live Dan si sovrapponeva spesso e volentieri al suo batterista. Dodici anni dopo molto è cambiato nella musica di colui che si fa chiamare Caribou: la svolta elettronica di ‘Swim‘ del 2010, trainato da un singolo di altissimo impatto come ‘Odessa‘, lo mise più spesso dietro una tastiera, e fu come l’inizio di una nuova carriera: “Per la maggior parte delle band, potresti semplicemente cancellare la seconda metà della loro discografia e a nessuno importerebbe troppo. Io invece sono in una strana situazione in cui ciò che piace di più alla gente della mia musica è, principalmente, la roba più recente“, è la sua considerazione in questa intervista all’Evening Standard.

Fu proprio l’ingresso del digitale nelle sue composizioni a far crescere sempre più in lui “la sensazione di avere un piede nel mondo del songwriting, delle band, e un piede nel mondo della musica elettronica“. Se il precedente ‘Our Love‘ (2014), probabilmente il suo disco più spensierato, propendeva decisamente per quest’ultima, in ‘Suddenly‘ la rimonta cantautorale è evidente. Superati i 40, con due figlie di 8 e 3 anni e una solida relazione che dura da 20, Dan è ormai soprattutto un padre di famiglia: “Generalmente, la gente che fa musica da club non ha la propria vita famigliare come pensiero principale“, scherza lui. Ed è proprio la cerchia degli affetti, le tribolazioni e il dolore dati da separazioni e perdite, la maggiore ispirazione delle nuove canzoni firmate Caribou. “Il telefono suona e improvvisamente il tuo mondo è cambiato. Sono eventi che hanno un tale impatto sul mio stato d’animo da non poterli tenere fuori dalla mia musica“. Così, per esempio, il singolo ‘You And I‘ è una canzone sul lutto per la scomparsa di una persona cara, mentre ‘New Jade‘ tratta della fine di una relazione duratura, entrambi avvenimenti realmente accaduti all’interno della famiglia di Snaith.

E’ dunque un LP molto più introspettivo ‘Suddenly‘, in cui i BpM si riducono e nel quale è la voce di Dan a prendersi la scena, morbida, fragile ma allo stesso tempo calda come non mai. E’ questo il mood dominante del disco, dall’intro di apertura, ‘Sister‘, sino alla lunga conclusione di ‘Cloud Song‘, passando per altri picchi emotivi come la già menzionata ‘New Song‘, ‘Like I Loved You‘ e ‘Magpie‘. Sono i brani in cui gli interessi musicali di Caribou, compresa la neonata passione per la scena hip-hop contemporanea (Post Malone, Drake, Tyler The Creator eccetera), appaiono meglio amalgamati. I 900 bozzetti composti negli ultimi 5 anni fanno sì che ci sia ampia varietà, forse eccessiva rispetto alla cose migliori di questo lavoro: il rap di ‘Sunny’s Time‘, il soul di ‘Home‘ e la hard-house di ‘Ravi‘ paiono un po’ off topic rispetto all’umore generale, ma sono altre rimarchevoli strutturazioni musicali di un grande musicista e produttore, che non smette mai di esplorare la propria creatività e di dare un tocco distintivo, ma ogni volta differente, ai propri album.

VOTO: 😀



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