Cat Power: ‘Wanderer’ (Domino, 2018)

Genere: indie-folk | Uscita: 5 ottobre 2018

L’antefatto è il litigio, comprensivo di stracci volanti, tra Cat Power e l’etichetta di una vita, la Matador Records. Nel quartier generale della storica label newyorkese le nuove canzoni di Chan Marshall proprio non erano piaciute. Dall’entourage della cantautrice è filtrato che fossero state giudicate “non abbastanza buone” e che l’album che lei considerava completato avrebbe dovuto essere totalmente riscritto perché privo di “hit“. La richiesta di “suonare come Adele” è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso: la propria integrità artistica non era negoziabile, Chan ha salutato tutti e se ne è andata alla Domino.

Per tutta risposta, un singolo forte lo ha scritto subito dopo: ‘Woman‘, un duetto con il ‘popolare’ featuring dell’amica Lana Del Rey. E come se non bastasse, ha infilato in scaletta persino una cover di Rihanna (‘Stay‘). Fatta, ovviamente, a modo suo, come del resto è farina del suo sacco tutto ‘Wanderer‘, suo decimo LP in carriera, composto, suonato e prodotto in pressoché completa autonomia. La Marshall aveva sin dal principio un’idea più che precisa di ciò che avrebbe voluto fare, e nessuno poteva togliergliela dalla testa. Questo disco doveva essere un compendio del ‘viaggio’ artistico intrapreso 26 anni fa e che ancora oggi seguita a procedere “di città in città, con la mia chitarra, a raccontare la mia storia“. Allo stesso tempo ‘Wanderer‘ voleva rappresentare un omaggio a “tutti quei cantautori folk e blues che [il viaggio] lo hanno fatto generazioni prima di me“: sono i “vagabondi” a cui si riferisce il titolo.

Così come folk e blues-singer del passato si facevano bastare una strumentazione decisamente essenziale per dare vita alle proprie opere, allo stesso modo le undici tracce di questo album si muovono su tappeti sonori sobri e misurati, costantemente analogici. Proprio perché opera dichiaratamente in soggettiva, ‘Wanderer‘ si rintana in quanto Cat Power ha sempre saputo fare meglio, ovvero la ballata introspettiva in cui i succitati folk e blues trovano un accomodante punto d’incontro. La Marshall ha nel particolare timbro vocale un altro indubbio punto di forza, e anche sotto questo aspetto l’LP in questione ne è una sorta di celebrazione, ponendolo stabilmente in primo piano, così da poterne avvertire anche i sussurri. E’ qualcosa di cui emotivamente non si può non subire il fascino, anche se, in assenza di particolari guizzi, la reiterazione della formula è probabilmente eccessiva. Diciamo che ‘Wanderer‘ può essere il disco ideale per chi è già innamorato di Cat Power, perché completamente incentrato sui suoi talenti e sul suo carisma. Tutti gli altri rischiano di trovarsi un po’ tagliati fuori. Che fosse questa la perplessità in casa Matador?

VOTO: 😐



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