Claud: ‘Super Monster’ (Saddest Factory, 2021)

Genere: bedroom-pop | Uscita: 12 febbraio 2021

Sin da quando scelse di mollare l’università, Claud Mintz era fermamente decisa a diventare una musicista di professione. Le bastò che il suo primo EP, intitolato ‘Toast‘ come la mini-band che aveva formato con l’amico Joshua Mehling, venisse pubblicato da una piccola etichetta (la Terrible Records), per convincerla che quella sarebbe stata la sua strada. “Lasciare la scuola mi ha fatto diventare una scrittrice migliore“, sentenzia con il senno di poi: in effetti, dedicarsi unicamente alla propria passione le ha concesso tutto il tempo necessario per concepire ben 50 canzoni, delle quali 13 sono diventate la scaletta del suo album d’esordio, ‘Super Monster‘, che arriva dopo due anni disseminati di singoli molto promettenti.

Oltre a una prolificità creativa sopra la media, è la capacità di inanellare ritornelli appiccicosissimi la qualità che più sorprende di Claud. Se ne è accorta anche Phoebe Bridgers, specialista in materia, che l’ha scelta come primo signing della sua neonata label, la Saddest Factory. Con la facilità di assimilazione tipica della online generation, la giovane cantautrice americana ha assorbito tutto quanto la musica pop ha esibito nell’ultimo trentennio, che fosse in campo mainstream oppure alternative. C’è dunque “il ruvido alt-rock radiofonico degli anni ’90, il pop estatico di chi ha scalato le chart negli anni ’00, il diligente pastiche di generi tipico della modernità“, spiega la press-release di ‘Super Monster‘, titolo che è stato ispirato da un dipinto di Daniel Johnston, e che allo stesso tributa una sorta di “affinità elettiva” che Claud ritiene di avere nei confronti del compianto musicista texano.

È dunque l’immediatezza, sia melodica che espressiva, la cifra stilistica di un esordio davvero molto gradevole. Forse, un po’ troppo di facile assimilazione in alcuni passaggi (‘Gold‘, ‘Guard Down‘, ‘Pepsi‘), bilanciati però da brani che mostrano inequivocabilmente un tocco da predestinata (‘Overnight‘, ‘Soft Spot‘, ‘Ana‘, ‘Rocks At Your Window‘). È un disco che si inserisce nel nuovo filone del pop da cameretta, quello delle millennials con il laptop sempre acceso su YouTube, che già aveva raccolto pregevoli riscontri con i dischi di Clairo (non a caso presente nei credits) e Jordana. Analogamente ad essi, anche ‘Super Monster‘ necessiterebbe di maggiore ambizione e maturità, ma rappresenta un dignitosissimo punto di partenza per una carriera che, se ben indirizzata, potrebbe regalare soddisfazioni.

VOTO: 🙂



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