Coral: ‘Move Through The Dawn’ (Ignition, 2018)

Genere: vintage-pop | Uscita: 10 agosto 2018

Nove album in 16 anni non sono di certo pochi, a maggior ragione se in questi 16 anni vi è stato uno iato di cinque. I Coral si confermano band prolifica e costantemente in movimento, confezionando un album che ha sì una copertina assolutamente terribile (e fuori luogo per quello che è il contenuto del disco), ma che ancora una volta offre una interessante variazione sul tema.

Sono gli arrangiamenti architettati da Phil Spector, soprattutto nei dischi prodotti per Ramones e Dion, il riferimento esplicitato dagli stessi Coral nella press-release: “Un suono arioso ma connesso a un certo senso di innocenza“. In effetti ‘Move Through The Dawn‘ è forse l’album più pop dell’ampia discografia del gruppo: il peculiare wall of sound ideato per questo disco ingloba anche le chitarre, che sono ben presenti sebbene non protagoniste come in passato. C’è una sorta di evidente volontà di non eccedere che indirizza queste composizioni nel rock più rassicurante di sixties e seventies, e difatti, sempre nella nota stampa, compaiono ulteriori citazioni per Bob Marley, ELO e Traveling Wilburys.

Oltre alla consueta capacità della band di Liverpool di sfornare canzoni compiute e rotonde, il pregio di questo disco è il saper rimanere pienamente nel perimetro disegnato, fornendo così un’altra ammaliante declinazione del loro trademark pop/rock, al contempo attuale ma evidentemente radicato nel passato. Tuttavia, la scelta di questo particolare approccio soft/vintage non consente significativi guizzi creativi, e impedisce dunque a ‘Move Through The Dawn‘ di arrivare a essere annoverato tra i migliori LP dei Coral. Anche a questo giro, però, James Skelly e soci riescono sapientemente a portare a casa la pagnotta.

VOTO: 🙂



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