Damien Jurado: ‘In The Shape Of A Storm’ (Loose, 2019)

Genere: lo-fi folk | Uscita: 12 aprile 2019

E’ dal 1997, dunque poco più di vent’anni, che Damien Jurado pubblica dischi. Con questo sono 14 di soli album di inediti, ma è la prima volta che nei solchi di un’uscita del cantautore di Seattle ci sono solamente la sua voce e la sua chitarra acustica. “Sebbene i fan gli avessero chiesto un album acustico in solitaria da diverso tempo, la prospettiva non aveva mai avuto troppo senso per Jurado, fino a che, un giorno, fu semplicemente il momento giusto“, racconta la press-release. Così, Damien è andato a cercare nei meandri del suo repertorio, decisamente vasto, quelle canzoni che avrebbe voluto pubblicare ma per un motivo o per l’altro non era mai riuscito a farlo. Le ha messe insieme, ultimate, e in sole due ore le ha registrate.

I dieci brani di ‘In The Shape Of A Storm‘ sono analogicissimi bozzetti, tra Neil Young e Nick Drake, suonati in presa diretta, una testimonianza sincera e senza alcuna sovrastruttura del cantautorato di Jurado: “Non c’è niente da nascondere“, afferma in una strofa dell’openerLincoln‘, che va un po’ a illustrare programmaticamente il contenuto di questo disco. La malattia del grande amico e frequente collaboratore Richard Swift, scomparso a luglio di un anno fa, ne ha certamente influenzato la scrittura, il mood e la resa, come se senza di lui non avesse più senso utilizzare alcun arrangiamento, come se queste tracce così scarne fossero anche un omaggio alla sua mancanza.

Sentire unicamente la voce di Damien fino al più lieve sussurro, e poter scandire distintamente le singole note suonate con la sua chitarra, induce certamente grande vicinanza, e muove dunque a una più rapida affezione nei confronti di queste canzoni, che hanno anche il non secondario pregio di esaurirsi nel giusto minutaggio. Questa concisione, sotto tutti i punti di vista, è ciò che rende ‘In The Shape Of A Storm‘ un disco speciale, e non soltanto all’interno della discografia di Jurado.

VOTO: 🙂