Fat White Family: ‘Serfs Up!’ (Domino, 2019)

Genere: experimental-rock | Uscita: 19 aprile 2019

I Fat White Family sono sempre stati un gran casino. Numericamente, perché i componenti sono almeno sette con un continuo viavai; personalmente, perché bisogna andare molto indietro nel tempo per trovare un’altra band così orgogliosamente piena di droga; musicalmente, perché entrambi i loro precedenti LP potrebbero essere divisi in due metà: una assolutamente geniale e l’altra dissennatamente inutile. Avrebbe molto da scrivere uno sceneggiatore che volesse trasporre in un’ipotetica serie televisiva le loro vicissitudini degli ultimi tre anni, come il licenziamento causa dipendenza da eroina (con successiva riammissione nel gruppo) del co-frontman Saul Adamczewski, o il trasferimento, al fine di allontanare ogni tipo di tentazione, dal tentacolare quartiere londinese di Peckham alla grigia e anonima Sheffield, o ancora l’offerta di un’etichetta importante come la Domino Records arrivata proprio nel momento in cui tutto sembrava sul punto di saltare in aria. Insomma, nel caos dei Fat White Family non c’è spazio per alcun tipo di linearità, tutto quanto accade loro può essere ribaltato il giorno dopo, replicato la settimana seguente, nuovamente stravolto entro fine mese.

Tutto questo turbinio di talenti, droghe, traslochi, litigi, ripensamenti, ha se non altro foraggiato la creatività del gruppo inglese mantenendone sempre alta la tensione. Inaspettatamente, sembra anche aver fatto loro comprendere come, per evitare la più classica delle brutte fini, fossero necessarie dedizione, concretezza e una moderata disintossicazione. Ecco così che ‘Serfs Up!‘, la cui realizzazione è stata per molto tempo ben più che in forse, diviene il lavoro più curato e meglio centrato della loro discografia. A ciò hanno certamente contribuito le sortite dei due leader e songwriter, Lias Saoudi con i Moonlandingz e Adamczewski con gli Insecure Men, che hanno favorito la moltiplicazione delle idee. Ce ne sono parecchie in ‘Serfs Up!‘, che mette in soffitta ogni velleità garage per un più complesso pastiche sonoro che include funk, jazz, disco, exotica, dub, ovviamente rock, ma che si propone prima di tutto di essere una personalissima declinazione di tutto quanto si può definire pop music, tant’è vero che le influenze dichiarate sono “Kanye West e le B-side degli Wham“.

E’ proprio la forma canzone, anche se molto sui generis, il contenitore in cui i Fat White Family infilano un suono tutto loro, su cui biascicare le proprie liriche da junkie estrosi. Solo loro potevano intitolare un brano ‘Vagina Dentata‘ scrivendolo proprio così, in italiano. E’ un pezzo che pare una collaborazione tra Mac DeMarco e Connan Mockasin per la colonna sonora di un B-movie soft-erotico, esemplificativa indicazione dell’unicità di ciascuna delle dieci tracce in scaletta. C’è però un sottile filo conduttore a tenerle insieme, identificabile nel tocco cinematograficamente vintage dei suoni e nella complessa stratificazione degli stessi.

Serfs Up!‘ è dunque un disco che necessita di ben più di un ascolto, anche perché ogni sua parte finisce per rivelarsi necessaria. E’ una continuità di rendimento assolutamente inusuale per il combo di South London, efficace come mai gli era capitato di essere (‘I Believe In Something Better‘, ‘Tastes Good With The Money‘), ma allo stesso tempo sempre foriero di sorprese (gli archi di ‘Oh Sebastian‘, i synth fulminei di ‘Fringe Runner‘, il tocco spaghetti-western di ‘When I Leave‘). Insomma, quando tutto per i Fat White Family sembrava dovesse capitolare, ecco il lavoro che li porterà a essere considerati finalmente maturi. Chi l’avrebbe mai detto.

VOTO: 🙂