Florence And The Machine: ‘High As Hope’ (Virgin EMI, 2018)

Genere: art-pop | Uscita: 29 giugno 2018

Proveniente da una famiglia inglese alto borghese (padre pubblicitario, madre professoressa di storia rinascimentale), Florence Welch aveva mostrato il suo talento nel canto sin da piccola. La sua fu un’infanzia quasi ideale fino a che, a 13 anni, i suoi genitori divorziarono e la nonna materna, colei che l’aveva incitata a coltivare la sua passione, si tolse la vita. Poco più che bambina si trovò ad assistere al suicidio, tragedia che irrimediabilmente la traumatizzò in un periodo delicatissimo della sua adolescenza. “C’è solitudine, dolore e tribolazioni in questo disco“, confessa la cantautrice londinese. C’è evidentemente molto della sua difficile gioventù, “ma c’è anche un animo ottimista che ha speranza“.

Il carattere introspettivo delle nuove canzoni della Welch è evidente sin dall’analisi di una strumentazione che si fa decisamente più parca rispetto alla grandeur alla quale Florence ci aveva abituati. Sarebbe sbagliato parlare di minimalismo, perché la ragazza è tutto tranne che essenziale, ma di certo la produzione coadiuvata da Emilie Haynie non si lascia sedurre dalla tentazione di strafare. Come nei tre album precedenti, è sempre e comunque l’interpretazione di Florence che tiene in piedi tutto, ma non è campato in aria parlare di ‘High As Hope‘ come il suo album più riuscito anche per una scrittura che non si banalizza, scelte stilistiche centrate e continuità qualitativa.

Nonostante sia un prodotto sostanzialmente mainstream, non si può negare come in questo lavoro la Welch mostri una sincerità di fondo che riesce a incrementare il coinvolgimento emotivo ascolto dopo ascolto. ‘Hunger‘, ‘Sky Full Of Song‘ e ‘The End Of Love‘ sono tre esempi di brani costruiti sì con il fine di far risaltare il talento vocale di colei che li ha composti ma che, proprio grazie a quanto elencato sopra, spiccano rispetto ai prodotti analogamente destinati a quell’ampia fetta di pubblico poco meno che generalista. Se dovessimo rilasciare una licenza per qualche ora d’aria al di fuori del recinto del cantautorato fieramente alternativo, potremmo assegnarla senza remore a chi abbia voglia di recarsi dalle parti di Florence And The Machine.

VOTO: 🙂



 

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