Future Islands: ‘As Long As You Are’ (4AD, 2020)

Genere: synth-pop | Uscita: 9 ottobre 2020

Il concerto in streaming dello scorso venerdì, purtroppo l’unico dei Future Islands in tutto il 2020, è stato il 1235° della loro carriera. Considerando la corrente impossibilità di esibirsi dal vivo, e come formazione del gruppo risalga al 2006, siamo a una media di quasi 100 show l’anno, un’enormità. È però anche grazie alla frenetica attività live che la band di Baltimore ha potuto radunare un pubblico molto devoto, allargatosi enormemente dal 2014 in poi, ovvero dal grande successo di ‘Singles‘ (che non era un’antologia, ma un album di inediti) e soprattutto del loro singolo per antonomasia, ‘Seasons (Waiting On You)‘.

È una sorta di remake della rivincita dei nerd la storia dei Future Islands, partiti da un’etichetta semi-sconosciuta come la Upset The Rhythm, passati dalla sperimentalissima Thrill Jockey e approdati a una delle label indipendenti più importanti di sempre, la 4AD, con la formula giusta al momento giusto. Il loro synth-pop cantautorale, guidato da un frontman carismatico come Samuel T. Herring, aggrada sia chi cerca profondità che chi chiede divertimento. È così da sei anni a questa parte, e piuttosto similmente ‘As Long As You Are‘ riprende la rodata prassi, sebbene su un piano meno dinamico e più riflessivo. Del resto, Herring ora è innamorato, tanto da decidere di trasferirsi dagli Stati Uniti alla Svezia per stare con la fidanzata Julia: “La seguo ovunque voglia andare, perché il mio cuore è con lei“, confida teneramente al Guardian, da nerd alla massima potenza.

E così il nuovo LP, ancor più dei cinque lavori precedenti, finisce per dipendere dalla vena interpretativa del frontman. I synth di Gerrit Welmers e William Cashion si mettono frequentemente in disparte, al servizio delle sue riflessioni sulla vita e sull’amore che appaiono più accorate del solito, in cui l’aspetto emozionale sovrasta spesso quello ritmico. ‘I Knew You‘, una sorta di cantautorato confidenziale semi-elettronico, è esemplare a proposito: “In questo disco siamo noi stessi, aperti alle possibilità di una crescita personale, liberi dalle costrizioni di ciò che la gente pensa di noi“, un po’ l’opposto di quanto accaduto col precedente ‘The Far Field‘ (2017), limitato dal voler essere un ‘Singles‘ parte II. In ‘As Long As You Are‘ si percepisce una purezza e una libertà di intenti che incrementa il numero delle frecce all’arco dei Future Islands, vicine al bersaglio sia nei brani più ballabili (‘For Sure‘, ‘Waking‘, ‘Plastic Beach‘) che in quelli maggiormente d’atmosfera (‘Glada‘, ‘Moonlight‘, ‘Thrill‘). Sono tutte nuove, belle canzoni da parte di una band ritornata ad alto livello, che dissipati i dubbi propri ed altrui, si conferma – al contrario – una solida certezza.

VOTO: 🙂



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