How To Dress Well: ‘The Anteroom’ (Domino, 2018)

Genere: experimental-R&B | Uscita: 19 ottobre 2018

Il 2016 non è stato propriamente un anno da ricordare per Tom Krell. Trasferitosi a Los Angeles poco dopo la vittoria di Trump, ha dovuto combattere una forte depressione che la nuova vita nella tentacolare metropoli aveva finito per accentuare. Veniva dalla pubblicazione di ‘Care‘, il suo album di gran lunga più mainstream, a cui la produzione di quel furbacchione di Jack Antonoff aveva eliminato ogni tipo di specificità, con l’evidente intento di farne un successo commerciale. L’insoddisfazione artistica si era dunque unita a quella personale e al turbamento per la situazione politica, in un mix psicologicamente deleterio che lo faceva sentire “come se scivolassi fuori dal mondo ed entrassi in una sorta di solitudine cosmica nella quale prima o poi mi sarei dissolto“.

La soluzione escogitata da Tom per affrontare la negatività del proprio stato d’animo è stata l’immaginarsi “come mi trovassi in un’anticamera che separava il conosciuto dallo sconosciuto, la stabilità dalla totale disintegrazione“. Quell'”anticamera” sarebbe diventata il titolo del quinto album in studio a nome How To Dress Well, nonché l’ispirazione per un suono che nella sua carriera non era mai stato così peculiare. Era anche, in ultima istanza, una ragione per andare avanti. In ‘The Anteroom‘, la fragilità dell’animo di Krell viene concretamente rappresentata da una sovrapposizione di strati sonori che è l’esatto opposto della pulizia di ‘Care‘. La voce del cantautore originario di Boulder, Colorado, non giunge mai completamente nitida, ma è come provenisse effettivamente dalla stanza a fianco, sovrastata spesso da rumori, spoken-word o basi chiassosamente e ostinatamente techno (come nel bellissimo singolo ‘Nonkilling 6 | Hunger‘).

Il portare in questo disco così tanto di sé stesso, sia dal punto di vista personale che da quello artistico, rende ‘The Anteroom‘ il più interessante lavoro dell’intera discografia firmata How To Dress Well. Ha sì lo stile melodico, molto vicino al soul e all’R&B, che lo ha caratterizzato anche in passato, ma abbandonando tutti i cliché di genere lo ha come ‘riformato’ rendendolo assolutamente imprevedibile, quasi che le sue rinomate aperture melodiche fossero dei piccoli tesori nascosti dall’abbondante strato di suoni, da ricercare con dedizione perché venissero portati alla luce. ‘Body Fat‘, ‘Nonkilling 3 | The Anteroom | False Skull 1‘, ‘Love Means Taking Action‘, ‘Nothing‘ mostrano creatività, spessore artistico ma anche un calore umano difficile da rinvenire in un album elettronico. In questo disco, Tom Krell ha tracciato una via mostrando a tutti, e probabilmente anche a sé stesso, che quando ci sono abilità, cuore e talento e si prova ad osare, anche dall’R&B può nascere qualcosa di autenticamente rilevante.

VOTO: 😀