M. Ward: ‘What A Wonderful History’ (autoproduzione, 2018)

Matthew Stephen Ward, per gli amici M., lo spirito di iniziativa non è mai mancato. E’ stato lui a far capire a Zoey Deschanel che avrebbe potuto avere una carriera anche nella musica, mettendola al centro del progetto She & Him. E’ stato Ward a creare, insieme a illustri amici, un super-gruppo come i Monsters Of Folk. Ulteriore prova della sua intraprendenza è pure questo album, fatto uscire a sorpresa e in autonomia da qualsiasi etichetta discografica. Il motivo è intuibile dal titolo stesso del disco, ‘What A Wonderful History‘, che ne illustra esaurientemente il concept: si tratta di una sarcastica critica ai cliché dell’industria musicale, attraverso la descrizione “di persone che ho conosciuto; buoni e cattivi in egual misura“. Lo squalo in copertina, in realtà, rafforza l’idea che si parli più di villains che di heroes.

A partire dalla modalità di pubblicazione, è evidente si tratti di un divertissement in cui M. Ward, spassandosela, si toglie qualche sassolino dalla scarpa. E proprio lo spirito ludico e l’assenza di pressioni da parte della tanto amata/odiata discografia hanno con evidenza giovato alle composizioni del cantautore di Portland, che indovina praticamente tutte le tracce in scaletta, equamente divise tra rock tirati (‘Miracle Man‘ con l’amico Jim James, ‘Motorcycle Ride‘, ‘Sit Around The House‘, ‘Return To Neptune’s Net‘ e ‘Bobby‘,) e immaginifiche ballate (‘Shark‘, ‘El Rancho‘, ‘Kind Of Human‘, ‘War & Peace‘). Con lo stesso gusto vintage che pervade le pubblicazioni degli She & Him, e vagando tra blues, folk, surf, psych-pop e rockabilly, Ward riesce a rendere i 35 minuti che sono necessari all’ascolto estremamente godibili e divertenti. Così, ‘What A Wonderful History‘ raggiunge un numero di passaggi in cuffia maggiore di quanto inizialmente preventivato.

VOTO: 🙂



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