Sacred Paws: ‘Run Around The Sun’ (Rock Action, 2019)

Genere: math-pop | Uscita: 31 maggio 2019

Compagne di band di vecchia data, Rachel Aggs ed Eilidh Rodgers suonavano già insieme nelle Golden Grrrls, trio indie-pop del sottobosco alternative di Glasgow che nel 2013 pubblicò l’unico LP della propria carriera. Seguitarono a fare musica insieme anche dopo l’esaurimento di quel progetto, nonostante la decisione di Rachel di trasferirsi a Londra: si trovavano di tanto in tanto, in Scozia piuttosto che nella capitale, per ripetute sessioni di scrittura e di registrazione. L’intesa, d’altra parte, non aveva bisogno di essere ulteriormente affinata, ed è proprio il così alto livello di affiatamento che ha permesso alla chitarrista e alla batterista di trovare quel peculiare punto d’incontro musicale che ha preso il nome di Sacred Paws.

Già con il primo album, ‘Strike A Match‘ del 2017, le due ragazze si erano fatte notare: i primi a crederci erano stati gli illustri concittadini Mogwai, che le avevano messe sotto contratto con la loro etichetta, la Rock Action. Il mix di math-rock, jangle-pop e afro-beat, oltre che il frequente utilizzo di fiati, aveva fatto letteralmente breccia nei cuori di molti a cui era capitato di ascoltare le loro prime canzoni. La loro formula, sebbene divertente e fresca, era obbligatoriamente statica proprio per il complesso incastro delle tre principali componenti. Un difetto che pero’, in un esordio cosi’ rapido e centrato, non era poi così rilevante.

Run Around The Sun‘ riparte da quello che ormai è lo stile consolidato del duo, riuscendo a renderlo ancora più fruibile grazie a ritmo, melodie e sostanziale divertimento: “Non comporremmo mai qualcosa che il pubblico dei nostri concerti non possa ballare. Sarebbe per noi molto strano, troppa lentezza ci annoia“, dice Eilidh. E’ questa la precisa scelta di campo delle Sacred Paws, ed è a questo fine che il drumming irregolare della batterista di incrocia con gli sghembi hook di chitarra di Rachel. Sembrano fatti per stare insieme, così come l’interazione delle loro due voci e la guarnizione di trombette che si poggia su di essi lungo tutto il disco. Le Sacred Paws hanno sintetizzato la formula perfetta e inimitabile, smussando gli spigoli (più jangle, meno math) ed eliminando il superfluo. I loro dischi sembrano sempre un’unica lunghissima traccia, ma sono così tanto gradevoli che non bisogna neanche fare la fatica di chiudere un occhio.

VOTO: 😀