Shame: ‘Songs Of Praise’ (Dead Oceans, 2018)

Genere: (post-)punk | Uscita: 12 gennaio 2018

Stanno insieme dal 2014 gli Shame, ovvero da subito dopo il diploma: formare una band sembrava loro il modo migliore per occupare il tempo in attesa dell’università. All’inizio dovevano persino farsi prestare gli strumenti perché neanche li avevano; erano però muniti di una ferrea volontà di emergere, e così seguitarono a suonare, prima in piccole location nella zona di South London, quindi in giro con The Garden e Fat White Family. Fino a che, nel 2016, la svolta: un concerto pazzo, come sono quasi sempre i loro, al The Great Escape Festival di Brighton, 700 sterline di danni da rimborsare ma anche un giornalista del magazine francese Les Inrockuptibles che li nota e li porta prima al Pitchfork di Parigi e poi persino in TV. Nel frattempo iniziano a uscire i loro primi singoli, vanno in tour con Slaves e Warpaint, le etichette cominciano a cercarli e poi a litigarseli. Vincerà la Dead Oceans, che ora pubblica questo folgorante album di debutto, ‘Songs Of Praise‘.

Gli Shame fanno post-punk, ma propendendo più per il punk che per il post. Del resto, vengono dalla sala prove del noto Queen’s Head di Brixton, lo stesso posto da cui sono usciti i succitati Fat White Family, quello in cui “niente è off limits“. Ciò che colpisce dei primi singoli di Charlie Steen (voce), Sean Coyle-Smith (chitarra), Eddie Green (chitarra), Charlie Forbes (batteria) e Josh Finerty (basso) è proprio quell’energia tipica di chi è giovane, ha entusiasmo e nulla da perdere. Il loro intento non sembra voler rifare per la millesima volta i Joy Division, ma conquistare un terra di mezzo tra punk e post-punk che quantomeno li faccia svettare su una massa indistinta di band, soprattutto in Inghilterra e specificatamente a Londra. Del resto, è decisamente un po’ di tempo che manca alla scena inglese un gruppo che sia rock ‘n’ roll di nome e anche di fatto, e che sia in grado di scrivere canzoni come ‘One Rizla‘, ‘Concrete‘ o ‘Friction‘. Gli Shame lo sono, e portano alla nostra attenzione il primo grande album del 2018.

VOTO: 😀



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