Soap&Skin: ‘From Gas To Solid / You Are My Friend’ (PIAS, 2018)

Genere: experimental-pop | Uscita: 26 ottobre 2018

La storia di Anja Plaschg sembra, almeno inizialmente, quella di Heidi, con l’unica differenza che, anziché dalle montagne svizzere, la cantautrice in arte Soap&Skin proviene dalle campagne della Stiria. Crebbe nella minuscola Poppendorf, un paesino di meno di 700 anime immerso dal verde. I genitori possedevano una fattoria, ma erano contadini illuminati: a 6 anni le permisero di iniziare a suonare il pianoforte, a cui a 14 si aggiunse il violino. La sua crescita come musicista fu così rapida che a 19 anni aveva già un disco nella top 10 austriaca. ‘Lovetune For Vacuum‘ (2009) era un debutto piuttosto cupo e discretamente ostico, ma fece gridare al miracolo prima di tutto per la giovane età della sua autrice, osannata in patria come un’autentica enfant prodige, ma anche per la quantità dei colti ed eterogenei riferimenti in esso contenuti, dal cantautorato alla ambient, dalla dark-wave alla neo-classica.

Per la giovane Anja la vita da star non era però tutta rose e fiori: la prematura scomparsa del padre e la pressione che cominciava ad avvertire su di sé la fecero cadere in depressione, e dopo il mini-album ‘Narrow‘ (2012), sparì dai radar musicali come in fuga da qualcosa troppo più grande di lei. Si rifugiò nel teatro e nel cinema, sia in qualità di attrice che come compositrice di colonne sonore. Anche a causa di una benefica maternità, ci sono voluti sei anni per arrivare al terzo capitolo del progetto Soap&Skin: “Ho sempre saputo di non essere il tipo di persona che pubblica un album ogni anno, ho bisogno di accumulare esperienze“, si giustifica la cantautrice austriaca per il tempo intercorso da ‘Narrow‘ a questo ‘From Gas To Solid / You Are My Friend‘, un disco composito e intricato già a partire dal titolo.

Anche questo suo nuovo lavoro in studio non è propriamente di facile assimilazione, e si rivela ancora più eclettico e stratificato dei precedenti, a cominciare dalla varietà della strumentazione utilizzata. L’esuberante creatività di Anja, che si è presa carico anche della produzione, non sembra conoscere limiti, così spesso finisce per incaponirsi in interludi strumentali un po’ fini a sé stessi (‘This Is Water‘, ‘Falling‘), o in brani di un barocchismo talmente spinto da risultare respingente (‘Foot Chamber‘, ‘Palindrome‘). Un vero peccato, perché quando invece la spinta alla rivendicazione della propria specificità non eccede (‘Athom‘, ‘Surrounded‘), ecco che giungono i momenti artisticamente più interessanti. Le vette più alte si toccano però nei passaggi in cui la Plaschg opta per una forma-canzone più tradizionale: il folk delicato di ‘Italy‘ (peraltro candidata al David di Donatello 2018 in quanto brano portante di ‘Sicilian Ghost Story‘ di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza), il toccante chamber-pop di ‘Safe With Me‘, l’intimità di ‘Creep‘ e ‘Heal‘, tutte composizioni che mostrano come Soap&Skin possegga un talento non comune nel trasmettere empaticamente i propri stati d’animo. Talento che fa sì, in ultima analisi, che i pregi di ‘From Gas To Solid / You Are My Friend‘ siano ‘solidamente’ maggiori dei difetti.

VOTO: 🙂



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