Superorganism: ‘Superorganism’ (Domino, 2018)

Genere: art-pop | Uscita: 2 marzo 2018

Tre neozelandesi, un inglese, una giapponese, due australiane e un sudcoreano: sono le nazionalità degli otto membri dei Superorganism, band costituitasi appena lo scorso anno. Leggenda vuole che la cantante principale, Orono Noguchi, minuscola teen nipponica trasferitasi nel Maine, abbia conosciuto gli Eversons, quartetto indie-pop neozelandese di cui era grande fan, dopo un loro concerto negli Stati Uniti. L’amicizia è presto divenuta collaborazione artistica, e il progetto un po’ weird che gli Eversons avevano in mente da qualche tempo poteva cominciare a prendere forma. Anzi, diverse forme: gli otto componenti del gruppo non si limitano a suonare e cantare, ma c’è chi dipinge, chi balla, chi si occupa di visual e coreografie.

A livello musicale, l’incontro di cotanti talenti e culture non poteva certo sfociare in qualcosa di ordinario, e difatti i Superorganism sono il collettivo più originale che abbiamo avuto modo di sentire nel 2018, ma forse anche nel 2017. Se le melodie si possono definire indie-pop, le basi spaziano da campionamenti tra i più vari a beat più propriamente hip-hop; nel loro megamix c’è la giocosità è tipica del J-pop ma anche strumenti veri come synth, batteria, chitarre, bassi. Ciò che ci fa impazzire è questo copia-incollare tra loro componenti sonore apparentemente inconciliabili, in una maniera che nessuno ha quasi mai azzardato prima (ci vengono in mente solo i primi Go! Team e qualcosa degli Architecture In Helsinki), senza che una sola nota appaia fuori posto. Ci si diverte parecchio con le loro canzoni (‘Everybody Wants To Be Famous‘, ‘Something For Your M.I.N.D.‘), ma c’è anche un gioiellino così romantico da stringere il cuore (‘Reflections On The Screen‘). La musica dei Superorganism è fresca, moderna, divertente e inebriante. Andate subito ad ascoltare questo disco, è di diritto uno degli esordi dell’anno.

VOTO: 😀



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