Swearin’: ‘Fall Into The Sun’ (Merge, 2018)

Genere: indie-rock | Uscita: 5 ottobre 2018

Nella famiglia Crutchfield l’alternative rock è sempre stato di casa. Sin da teenager le gemelle Allison e Katie avevano manifestato una palese predilezione nel formare band con le chitarre: prima gli Ackleys, poi i PS Eliot, quindi prendendo di comune accordo strade diverse. Katie è rimasta nella natia Alabama per portare avanti il suo progetto (fondamentalmente solista) Waxahatchee, Allison si è trasferita a Philadelphia per fondare insieme al compagno Kyle Gilbride gli Swearin’. Due album più che buoni e poi la crisi, più sentimentale che musicale. Ci sono voluti un paio d’anni per appianare le divergenze e per riprendere il cammino interrotto, almeno quello artistico.

Fall Into The Sun‘ è del resto un lavoro che fa dei concetti di “cambiamento” e “maturazione” i propri temi principali. Bisogna essere effettivamente individui molto maturi per mettere da parte le incomprensioni affettive e ricominciare a scrivere canzoni, suonarle, registrarle e portarle in tour con il/la proprio/a ex. E’ la stessa Allison a definire questo LP “the adult Swearin’ album“, e tale crescita è particolarmente udibile negli undici brani in scaletta.

In questo loro terzo LP gli Swearin’ non perdono quell’esuberanza punk che li ha sempre contraddistinti, ma riescono a regolare il loro impeto con sapienza, avendo piena consapevolezza di quando accelerare e quando (leggermente) rallentare. E’ così che riescono a infilare una piccola perla dietro l’altra: grande pregio di ‘Fall Into The Sun‘ è infatti quello di non palesare alcun passaggio a vuoto, e questo perché le melodie della Crutchfield sono all’altezza di quelle della più celebre sorella, oltre a risultare perfette nell’accostamento con le chitarre di Gilbride. Le canzoni cantate dallo stesso Kyle, più riflessive ma con altrettanto mordente, danno poi un’interessante alternanza stilistica all’insieme. ‘Big Change‘, ‘Grow Into A Ghost‘, ‘Margaret‘, ‘Oil And Water‘, ‘Smoke Or Steam‘ e ‘Future Hell‘ possono rappresentare al meglio ciò che viene comunemente indicato come power-pop, ma è l’ottima ‘Anyway‘ la cartina di tornasole della bontà della scrittura dei due, perché mostra come anche ad amplificatori spenti la loro musica non perde intensità e attrattiva. Tutto sommato, questi ‘nuovi’ Swearin’ sono anche meglio dei vecchi.

VOTO: 🙂



Precedente La Top 5 del mese: settembre 2018 Successivo Cat Power: 'Wanderer' (Domino, 2018)