Trace Mountains: ‘Lost In The Country’ (Lame-O, 2020)

Genere: indie-pop | Uscita: 10 aprile 2020

Rock and roll made me lose control / So I can’t hear ya anymore“: sono parole simili a una sentenza, emessa da Dave Benton nei confronti del proprio passato di rocker. Se poi aprono un album che si intitola ‘Lost In The Country‘ ancor di più: evidentemente lo scioglimento dei LVL UP non ha lasciato alcun tipo di rammarico nel giovane musicista newyorkese, che libero da ogni vincolo con l’ex compagno di band Mike Caridi (mollato anche nella gestione dell’etichetta fondata insieme, la Double Double Whammy) può concentrarsi al 100% su un progetto che già nell’esordio di due anni fa, ‘A Partner To Lean On‘, aveva fatto intravedere numeri molto promettenti.

Quelli del secondo capitolo firmato Trace Mountains sono 10 tracce racchiuse in appena 30 minuti, vissuti con maggior entusiasmo e dedizione, e non più in completa solitudine. Se è vero infatti che ognuno di essi è stato concepito nello studio casalingo di Benton (che rivendica il diritto di “avere il pieno controllo nella realizzazione di un disco“), è altrettanto corretto evidenziare come un apporto importante gli sia arrivato dai nuovi compagni di band, tra cui va segnalata la permanenza del batterista del suo vecchio gruppo, Greg Rutkin, e la presenza della sua compagna Susannah Cutler. “Senza di loro non ce l’avrei fatta“, afferma con gratitudine Dave, che sin dalla lavorazione aveva in mente un upgrade anche dal punto di vista della qualità del suono, non divenuto un hi-fi alla Rick Rubin ma certamente evolutosi in nitidezza e dinamicità rispetto al debutto molto DIY di due anni fa.

E’ comunque merito delle sue qualità di autore (indie-)pop se anche ‘Lost In The Country‘ è un disco godibilissimo, anche per come riesce a trasmettere quella tranquillità campagnola suggerita dal titolo. Deve essere stata parte della sua evoluzione personale (evidenziata da testi molto più intimi) da quando ha deciso di trasferirsi dalla Grand e Mela alla vicina Hudson Valley, ed è ben rappresentata da brani candidamente catchy come ‘Rock ‘n’ Roll‘, ‘Dog Country‘, ‘Me & May‘, ‘Cooper’s Dream‘ e ‘Benji‘. C’è però più sostanza compositiva rispetto alle canzoni da cameretta di ‘A Partner To Lean On‘, specificatamente nelle due tracce più lunghe: la title-trackLost In The Country‘, che la press-release si sente di paragonare a Kurt Vile e ai War On Drugs, e il dream-pop psichedelico ‘Absurdity‘, pezzo di grande atmosfera che in sostanza chiude il disco. Mostrano possibili sviluppi di un progetto che, ora che il suo ideatore vi si può dedicare al 100%, ha tutte le carte in regola per diventare un piccolo culto.

VOTO: 😀



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