Weyes Blood: ‘Titanic Rising’ (Sub Pop, 2019)

Genere: baroque-pop | Uscita: 5 aprile 2019

Da bambina, quando le capitava una giornata storta, Natalie Mering era solita chiudersi nella propria cameretta a riguardare per l’ennesima volta ‘Titanic‘, la trasposizione cinematografica con Leonardo DiCaprio e Kate Winslet dell’arcinota vicenda della nave da crociera che va a sbattere contro un iceberg. Serviva, evidentemente, a tirarle su il morale: dopo la visione la giovane poteva tornare al mondo reale come rinata. E’ proprio tale ricordo d’infanzia ad averle ispirato il titolo del suo quarto album in carriera, ‘Titanic Rising‘, la cui immagine di copertina è per l’appunto la sua antica cameretta inondata di acqua. La fanciullezza di colei che ora si fa chiamare Weyes Blood è stata decisiva non solo per la scelta della denominazione del suo nuovo LP, ma soprattutto per la sua formazione musicale. Praticamente ogni componente della sua famiglia era musicista, così fu ben presto indirizzata ad unirsi a un coro gospel e iniziare a cantare. Lei fu comunque molto precoce: a 8 anni già aveva imparato a suonare la chitarra, a 15 cominciò a scrivere le prime canzoni.

Tenendo conto che la ragazza di anni ne ha appena compiuti 30, risulta chiaro come ormai Natalie abbia accumulato la sufficiente esperienza per decidere autonomamente della propria musica: “Ho sempre dovuto pianificare da sola il mio percorso, nessuno lo ha mai fatto per me. Sono una sorta di Giovanna D’Arco musicale“, dice di sé stessa nella press-release. Ed è evidente come ‘Titanic Rising‘ sia un sunto di quanto assimilato durante tutta la sua vita, dalle passioni infantili alla formazione semi-classica all’amore per la musica pop d’autore dei ’60 e ’70. In realtà chi le ha dato una mano c’è, Jonathan Rado dei Foxygen, che ha co-prodotto il disco e condiviso la propria propensione alle lussureggianti orchestrazioni. Gli ha anche passato il contatto di Brian D’Addario dei Lemon Twigs, che con lei ha composto l’unico brano in scaletta, la strumentale ‘Near Of Three‘.

Al netto dei gusti prettamente personali e della predilezione per arrangiamenti così fastosi e barocchi, ‘Titanic Rising‘ è senza dubbio il migliore album della carriera di Weyes Blood, e anche un fulgido esempio di genere. La copiosa strumentazione non giunge mai all’eccesso, e comprende anche scelte non costantemente ispirate alla magniloquenza: ‘Movies‘, ad esempio, con il suo loop di sintetizzatore che si tuffa in un finale rumoroso oltre la media del disco, o ‘Everyday‘, una marcetta molto beatlesiana che abbassa un tantino le arie di un lavoro che si propone altresì mettere in mostra la voce da soprano della sua autrice. Siamo dunque al cospetto di un opera sì ridondante (per esplicita scelta stilistica), ma senza dubbio completa e di alto livello sia nella fase di scrittura, che di produzione, che di interpretazione. “Un album è come un cubo di Rubik” dice Natalie sul sito della Sub Pop. “A volte riesci ad allinearne tutti gli aspetti“. Lei, sicuramente, in questo disco ci è riuscita.

VOTO: 🙂